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Cro - A San Siro il Papa si trasforma in "catechista"
Roma - 2 giu (Prima Pagina News)
Nell’ambito del VII Incontro mondiale delle famiglie, nella mattinata del 2 giugno, in una Piazza Duomo e in una cattedrale gremitissime di pellegrini, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto l'Ora Media, alla quale hanno partecipato sacerdoti, diaconi, consacrati, consacrate e seminaristi dell’arcidiocesi ambrosiana. Poco dopo, presso il Duomo meneghino, il Papa ha venerato le reliquie del santo nello "scurolo" di San Carlo. Intorno a mezzogiorno il Santo Padre, presso lo stadio di San Siro, ha incontrato i cresimandi. Dopo la recita dei salmi dell’Ora Media il Santo Padre ha, tra le altre cose, detto che il Duomo “è veramente il cuore di Milano. Da qui il pensiero si estende alla vastissima Arcidiocesi ambrosiana, che nei secoli ed anche in tempi recenti ha dato alla Chiesa uomini insigni nella santità della vita e nel ministero, come sant’Ambrogio e san Carlo, e alcuni Pontefici di non comune statura, come Pio XI e il Servo di Dio Paolo VI, e i Beati Cardinali Andrea Carlo Ferrari e Alfredo Ildefonso Schuster”. Parlando della preghiera liturgica, il Papa ha ricordato che “le nostre labbra, i nostri cuori e le nostre menti, nella preghiera ecclesiale, si fanno interpreti delle necessità e degli aneliti dell’intera umanità”. Quindi ha invitato i presenti a recitare la preghiera quotidiana della Liturgia delle Ore perché “costituisce un compito essenziale del ministero ordinato nella Chiesa ... attraverso l’Ufficio divino, che prolunga nella giornata il mistero centrale dell’Eucaristia, i presbiteri sono in modo particolare uniti al Signore Gesù, vivo e operante nel tempo”. Parlando del sacerdozio ne ha ricordato il valore di “dono prezioso” e ha sottolineato che “se Cristo, per edificare la sua Chiesa, si consegna nelle mani del sacerdote, questi a sua volta si deve affidare a Lui senza riserva: l’amore per il Signore Gesù è l’anima e la ragione del ministero sacerdotale”, presbitero che ha come scopo quello di “condurre i fedeli all’unione con il Signore e a fare così crescere la comunione ecclesiale per la salvezza del mondo. Le tre cose: unione personale con Dio, bene della Chiesa, bene dell’umanità nella sua totalità, non sono cose distinte od opposte, ma una sinfonia della fede vissuta”. Quindi il Papa ha ribadito ancora una volta il celibato sacerdotale e la verginità consacrata ed ha reso grazie a Dio “per le schiere di sacerdoti ambrosiani, di religiosi e religiose che hanno speso le loro energie al servizio del Vangelo, giungendo talvolta fino al supremo sacrificio della vita. Alcuni di essi sono stati proposti al culto e all’imitazione dei fedeli anche in tempi recenti: i Beati sacerdoti Luigi Talamoni, Luigi Biraghi, Luigi Monza, Carlo Gnocchi, Serafino Morazzone; i Beati religiosi Giovanni Mazzucconi, Luigi Monti e Clemente Vismara, e le religiose Maria Anna Sala ed Enrichetta Alfieri”. Incontrando allo Stadio "Meazza" di San Siro i ragazzi e le ragazze che quest’anno hanno ricevuto o stanno per ricevere il Sacramento della Cresima, dopo gli indirizzi di saluto di Don Samuele Morelli, Responsabile della Pastorale Giovanile della Diocesi di Milano, e da un rappresentante dei giovani, il Papa esordito dicendo che “in questo famoso stadio di calcio, oggi i protagonisti siete voi”. Quindi il Papa si è trasformato in catechista e, pur ricordando che i ragazzi hanno già compiuto un bel percorso formativo («Lo spettacolo dello Spirito») in preparazione al Sacramento della Cresima, ricorda ai ragazzi che hanno già “scoperto il grande valore del Battesimo, il primo dei Sacramenti, la porta d’ingresso alla vita cristiana. Voi lo avete ricevuto grazie ai vostri genitori, che insieme ai padrini, a nome vostro, hanno professato il Credo e si sono impegnati a educarvi nella fede. Questa è stata per voi – come anche per me, tanto tempo fa! – una grazia immensa”. Prosegue il “catechista” Ratzinger: “Ora siete cresciuti, e potete voi stessi dire il vostro personale «sì» a Dio, un «sì» libero e consapevole. Il sacramento della Cresima conferma il Battesimo ed effonde su di voi con abbondanza lo Spirito Santo. Voi stessi ora, pieni di gratitudine, avete la possibilità di accogliere i suoi grandi doni che vi aiutano, nel cammino della vita, a diventare testimoni fedeli e coraggiosi di Gesù. I doni dello Spirito sono realtà stupende, che vi permettono di formarvi come cristiani, di vivere il Vangelo e di essere membri attivi della comunità”. A questo punto il Papa ha ricordato, con la sua alta semplicità, la ricchezza dei doni che lo Spirito apporta alla vita dei cresimati. La sapienza “fa scoprire quanto è buono e grande il Signore”; l’intelletto fa “comprendere in profondità la Parola di Dio e la verità della fede”; il consiglio guida “alla scoperta del progetto di Dio sulla vostra vita, vita di ognuno di voi”; la fortezza aiuta a “vincere le tentazioni del male e fare sempre il bene, anche quando costa sacrificio”; la scienza, “non scienza nel senso tecnico, come è insegnata all’Università, ma scienza nel senso più profondo” insegna “a trovare nel creato i segni, le impronte di Dio, a capire come Dio parla in ogni tempo e parla a me, e ad animare con il Vangelo il lavoro di ogni giorno; capire che c’è una profondità e capire questa profondità e così dare sapore al lavoro, anche quello difficile”; la pietà “tiene viva nel cuore la fiamma dell’amore per il nostro Padre che è nei cieli, in modo da pregarlo ogni giorno con fiducia e tenerezza di figli amati; di non dimenticare la realtà fondamentale del mondo e della mia vita: che c’è Dio e che Dio mi conosce e aspetta la mia risposta al suo progetto”; il timore vuol dire sentire per Dio “un profondo rispetto, il rispetto della volontà di Dio che è il vero disegno della mia vita ed è la strada attraverso la quale la vita personale e comunitaria può essere buona; e oggi, con tutte le crisi che vi sono nel mondo, vediamo come sia importante che ognuno rispetti questa volontà di Dio impressa nei nostri cuori e secondo la quale dobbiamo vivere; e così questo timore di Dio è desiderio di fare il bene, di fare la verità, di fare la volontà di Dio”. A tutti i 70 mila ragazzi e ragazze presenti a San Siro, il Papa ha ricordato che “tutta la vita cristiana è un cammino, è come percorrere un sentiero che sale su un monte - quindi non è sempre facile, ma salire su un monte è una cosa bellissima - in compagnia di Gesù; con questi doni preziosi la vostra amicizia con Lui diventerà ancora più vera e più stretta. Essa si alimenta continuamente con il sacramento dell’Eucaristia, nel quale riceviamo il suo Corpo e il suo Sangue. Per questo vi invito a partecipare sempre con gioia e fedeltà alla Messa domenicale, quando tutta la comunità si riunisce insieme a pregare, ad ascoltare la Parola di Dio e prendere parte al Sacrificio eucaristico. E accostatevi anche al Sacramento della Penitenza, alla Confessione: è un incontro con Gesù che perdona i nostri peccati e ci aiuta a compiere il bene; ricevere il dono, ricominciare di nuovo è un grande dono nella vita, sapere che sono libero, che posso ricominciare, che tutto è perdonato. Non manchi poi la vostra preghiera personale di ogni giorno. Imparate a dialogare con il Signore, confidatevi con Lui, ditegli le gioie e le preoccupazioni, e chiedete luce e sostegno per il vostro cammino”. In conclusione il Papa si è rallegrato per la presenza degli oratori, “un luogo dove si prega, ma anche dove si sta insieme nella gioia della fede, si fa catechesi, si gioca, si organizzano attività di servizio e di altro genere, si impara a vivere”, ha invitato ad essere obbedienti ai genitori (“ascoltate le indicazioni che vi danno, per crescere come Gesù «in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini») e a non essere pigri, ma ad impegnarsi “in particolare nello studio, in vista della vita futura: è il vostro dovere quotidiano e una grande opportunità che avete per crescere e per preparare il futuro”. Contro l’egoismo il Papa invita ad essere “disponibili e generosi verso gli altri, vincendo la tentazione di mettere al centro voi stessi”. Ribadendo il grande valore della vita consacrata il Papa, con dolcezza ha ricordato che “il Signore ogni giorno, anche oggi, qui, vi chiama a cose grandi. Siate aperti a quello che vi suggerisce e se vi chiama a seguirlo sulla via del sacerdozio o della vita consacrata, non ditegli di no! Sarebbe una pigrizia sbagliata! Gesù vi riempirà il cuore per tutta la vita”. “Tendete ad alti ideali: tutti possono arrivare ad una alta misura, non solo alcuni! Siate santi! Ma è possibile essere santi alla vostra età? Vi rispondo: certamente” e cita gli esempi di san Domenico Savio e di Santa Maria Goretti.
(Matteo Orlando) 2 giu
2012
21:08
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