Cro - Benedetto XVI: 500 mila euro ai terremotati
Roma - 3 giu (Prima Pagina News)
Nella solennità liturgica della Santissima Trinità, che in questo 2012 si celebra il 3 giugno, davanti ad un milione di fedeli presenti personalmente, e molti altri collegati con i mezzi di comunicazione di massa, il Santo Padre, nel corso dell’omelia in occasione della Santa Messa di Chiusura del VII incontro internazione delle famiglie di Milano, ha esordito invitando “ad accogliere e trasmettere concordi le verità della fede; a vivere l’amore reciproco e verso tutti, condividendo gioie e sofferenze, imparando a chiedere e concedere il perdono, valorizzando i diversi carismi sotto la guida dei Pastori”. Insomma a “edificare comunità ecclesiali che siano sempre più famiglia, capaci di riflettere la bellezza della Trinità e di evangelizzare non solo con la parola, ma direi per «irradiazione», con la forza dell’amore vissuto”. Quindi il Papa, senza tentennamenti ricorda che la vera famiglia è quella “fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna. In principio, infatti, «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: siate fecondi e moltiplicatevi» (Gen 1,27-28). Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche, perché i due fossero dono l’uno per l’altro, si valorizzassero reciprocamente e realizzassero una comunità di amore e di vita”. L’amore – ha ricordato il Papa – è fecondo per gli sposi stessi, che sperimentano la gioia del ricevere e del dare, ed è fecondo “nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli, nella cura premurosa per essi e nell’educazione attenta e sapiente. E’ fecondo infine per la società, perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali, come il rispetto delle persone, la gratuità, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà, la cooperazione”. Da buon “padre” dell’umanità, il Papa invita gli sposi ad aver cura dei figli e “in un mondo dominato dalla tecnica, trasmettete loro, con serenità e fiducia, le ragioni del vivere, la forza della fede, prospettando loro mete alte e sostenendoli nelle fragilità”. Ai figli il Papa ricorda di “mantenere sempre un rapporto di profondo affetto e di premurosa cura verso i vostri genitori, e anche le relazioni tra fratelli e sorelle siano opportunità per crescere nell’amore”. Dopo aver parlato del progetto di Dio sulla coppia umana (con il matrimonio elevato da Gesù Cristo a Sacramento) il Papa ha rammentato che oggi non è semplice vivere la vocazione matrimoniale ma è “l’unica forza che può veramente trasformare, il cosmo, il mondo”. Le famiglie, secondo il Papa, sono chiamate a: 1) “mantenere un costante rapporto con Dio”, 2) “partecipare alla vita ecclesiale”, 3) “coltivare il dialogo”, 4) rispettare il punto di vista dell’altro, 5) essere pronti al servizio, 6) essere pazienti con i difetti altrui, 7) saper perdonare e chiedere perdono, 8) superare con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti, 9) concordare gli orientamenti educativi, 10) essere aperti alle altre famiglie, 11) attenti ai poveri, 12) responsabili nella società civile. Ai “fedeli che, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione” il Papa ricorda che, in unione con la Chiesa, li sostieni nelle sofferenze e fatiche. “Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza”. L’uomo e la donna, ha aggiunto Benedetto XVI, hanno il compito “di collaborare con Dio per trasformare il mondo, attraverso il lavoro, la scienza e la tecnica. L’uomo e la donna sono immagine di Dio anche in questa opera preziosa, che devono compiere con lo stesso amore del Creatore. Noi vediamo che, nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato. Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società più giusta, perché porta con sé” 1) “concorrenza esasperata”, 2) “forti disuguaglianze”, 3) “degrado dell’ambiente”, 4) “corsa ai consumi”, 5) “disagio nelle famiglie”. “La mentalità utilitaristica – continua il Papa - tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale”. In conclusione il Papa ha ricordato che “l’uomo, in quanto immagine di Dio, è chiamato anche al riposo e alla festa”. “Per noi cristiani, il giorno di festa è la Domenica, giorno del Signore, Pasqua settimanale. E’ il giorno della Chiesa, assemblea convocata dal Signore attorno alla mensa della Parola e del Sacrificio Eucaristico”, “è il giorno dell’uomo e dei suoi valori: convivialità, amicizia, solidarietà, cultura, contatto con la natura, gioco, sport. E’ il giorno della famiglia, nel quale vivere assieme il senso della festa, dell’incontro, della condivisione, anche nella partecipazione alla Santa Messa”. “Care famiglie, pur nei ritmi serrati della nostra epoca, non perdete il senso del giorno del Signore!”. Famiglia, lavoro e festa sono per il Papa, “tre doni di Dio, tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio. Armonizzare i tempi del lavoro e le esigenze della famiglia, la professione e la maternità, il lavoro e la festa, è importante per costruire società dal volto umano. In questo privilegiate sempre la logica dell’essere rispetto a quella dell’avere: la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere. Occorre educarsi a credere, prima di tutto in famiglia, nell’amore autentico, quello che viene da Dio e ci unisce a Lui”. In prima fila, per ascoltare la messa celebrata da Benedetto XVI, tra gli altri il premier Mario Monti, il ministro della Cultura Ornaghi, il ministro Riccardi, gli onorevoli Maurizio Lupi, Rosi Bindi, Umberto Bossi, il presidente di Confindustria Squinzi, il segretario della Cisl Bonanni, il governatore lombardo Formigoni, il presidente della Provincia di Milano Podestà e il sindaco Pisapia. Prima dell’Angelus (durante il quale, in lingua italiana, ha incoraggiato “ad essere sempre solidali con le famiglie che vivono difficoltà a causa della crisi economica e per i recenti terremoti”), il successore di Pietro ha annunciato che l’VIII Incontro mondiale delle famiglie si terrà nel 2015 negli Stati Uniti, a Filadelfia (in inglese Philadelphia), la quinta città per popolazione degli Stati Uniti (la sua area metropolitana raggiunge i 6 milioni di abitanti) e la più importante dello stato della Pennsylvania. Fondata nel 1682 dal quacchero William Penn, Filadelfia è una delle più antiche città degli Stati Uniti, e fra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX fu la città più grande del Paese. In quell'epoca vi furono redatte la dichiarazione di Indipendenza (1776) e la costituzione statunitense.
Poco prima della benedizione finale, a sorpresa, è stato annunciato che le offerte che il Papa ha ricevuto nella sua tre giorni di visita a Milano, pari a 500 mila euro, sono state donate dal Vicario di Cristo in beneficenza ai vescovi di Bologna, Modena, Carpi, Mantova, per aiutare le popolazioni terremotate.
(Matteo Orlando) 3 giu
2012
15:07