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Salute - Sileri (Tor Vergata): In America consumo carni + 60% di Italia. No allarmismi
Roma, 30 ott (Prima Pagina News) Nei giorni scorsi l'Istituto internazionale per la ricerca sul cancro l’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha comunicato l’esito di studi scientifici che collocano le carni rosse salate, lavorate, insaccate, affumicate nell’elenco delle sostanze, in questo caso alimenti, che sicuramente favoriscono l’insorgere di alcuni tumori quali quelli al colon, stomaco ma anche pancreas e prostata. Ne consegue un consiglio generalizzato a limitare il consumo di carne. Alcune riflessioni e obiezioni all'allarmismo diffuso in Italia del Prof. Pierpaolo Sileri, Chirurgo del Policlinico Universitario Tor Vergata di Roma e responsabile per Europa ed Africa della Società Americana di Chirurgia dell'Apparato Digerente (SSAT) esperto di chirurgia dell'apparato digerente e chirurgia oncologica. DIETE IPERPROTEICHE UGUALI A DIETE POVERE DI FIBRE - “Che il consumo di carne e grassi avesse un ruolo nel formazione di tumori prevalentemente nel tratto gastroenterico era nota da decenni, già presente sui testi di medicina - sottolinea il Prof. Sileri, che ha vissuto molti anni tra Usa ed in Inghilterra, e ben conosce quelle realtà - Scientificamente concorrono diversi fattori come concause e sicuramente diete grasse od iperproteiche favoriscono questi tumori. Allo stesso modo una dieta povera di fibre. Difficile però unificare sotto uno stesso rischio tutte le carni. Le carni lavorate includono le carni che sono state trasformate e mantengono nel prodotto finale sostanze legate alla qualità e metodo di conservazione oppure al contenuto di grassi saturi. Ora queste carni nel nostro paese sono molto meno diffuse rispetto agli studi presi in considerazione.” IL CASO AMERICANO - “Sicuramente a partire dalla nostra colazione, consumiamo molto meno bacon, würstel o salsicce. Ora se andiamo a considerare la popolazione americana il consumo di carne é di circa il 60% in più rispetto agli italiani con un consumo di fibre significati mente inferiore. Qualitativamente la carne Italiana è anche molto meno grassa e, quando mangiamo salumi, questi sono preservati naturalmente con sale e senza uso di affumicatura. La provenienza della carne può avere anche un ruolo chiave per la presenza di sostanze carcinogenetica derivante dall'alimentazione dell'animale da allevamento (esempio diserbanti)”. ANCHE FRUTTA E VERDURA SONO A RISCHIO - “Lo stesso rischio sappiamo esiste con la frutta e verdura a seconda della provenienza geografica. In Italia questa notizia appena diffusa deve aiutare a mantenere basso l'utilizzo di carni conservate prediligendo come già accade nella dieta mediterranea un utilizzo contenuto della carne rossa fresca mantenendo quella dieta variegata nella settimana che include molteplicità di alimenti come pesce, formaggio, carboidrati associati al quotidiano introito di frutta e verdura, insomma la vecchia dieta mediterranea”.

(PPN) 30 ott 2015  19:14