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Salute - Roma, Ordine dei Medici, Giuseppe Lavra riconosce “I mille problemi della sanità pubblica”(3)
Roma, 10 nov (Prima Pagina News) Presidente Giuseppe Lavra, lei oggi si ricandida alla guida dell’Ordine dei Medici di Roma: con quale consapevolezza lo fa? E soprattutto, quali sono a suo giudizio le tante difficoltà della categoria?

“Vede, mi candido con la consapevolezza assoluta di dover affrontare come Ordine dei Medici della Capitale una miriade di problemi, piccoli e grandi, legati alla crisi del sistema sanitario generale. Primo, sono convinto che dobbiamo contribuire a superare la non adeguata efficienza delle cure primarie. Io credo che le cure primarie debbono trovare finalmente l’integrazione piena con le cure in regime di ricovero ospedaliero abbattendo antiche discontinuità e separazioni illogiche”. 

 Tutto qui? 

“Ma vorrà mica scherzare? Mi segua. Secondo, dobbiamo contribuire a superare la non adeguata efficienza organizzativa nelle strutture ove si erogano cure di tipo Ospedaliero per acuti, realizzando quindi la piena e concreta organizzazione dipartimentale dei Servizi, e superando l’attuale illogico impedimento del turnover del personale, che ha determinato grave carenza di risorse umane proprio nei Servizi essenziali e anche l’annosa piaga del precariato a danno della collettività oltre che degli operatori maltrattati. Poi dobbiamo contribuire a superare le attuali gravi disfunzioni dei PS/DEA. E dobbiamo soprattutto contribuire a superare l’annoso problema delle liste d’attesa per l’effettuazione di esami, visite specialistiche e interventi chirurgici in elezione”. 

Quando lei dice “Dobbiamo contribuire” cosa intende dire? 

“Dico che dobbiamo finalmente realizzare il completamento e il potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione di Salute Mentale e di Igiene pubblica che vantano una base culturale e professionale di livello internazionale assoluto. Dico che dobbiamo potenziare la ricerca scientifica di base e clinica sempre più libera e indipendente. Dico anche che dobbiamo contribuire a difendere i principi fondamentali per la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente contenuti nella Costituzione e i valori irrinunciabili della riforma sanitaria del 1978. Questo significa per noi tante cose insieme: decentramento istituzionale, semplificazione e sburocratizzazione, rafforzamento del ruolo dei Comuni e delle Città metropolitane, unitarietà e globalità degli interventi sanitari e socio sanitari, contrasto delle disuguaglianza, partecipazione e controllo democratici da parte degli utenti, gratuità delle prestazioni, ruolo integrativo della sanità privata, finanziamento sulla base delle capacità contributive. E infine dobbiamo fare di tutto per realizzare prioritariamente i programmi pluriennali e le attività di prevenzione nei confronti delle malattie di maggior rilevanza sociale. L’impegno da parte di molte Regioni fino a questo momento è stato carente e confuso, quasi inesistente sulla prevenzione primaria. E’ abbastanza, non crede?” 

Presidente Lavra, non crede che sia un bel “sogno nel cassetto” tutto questo? 

“Oggi la realtà con cui ci confrontiamo ci impone alcune regole precise. Io credo che l’Ordine professionale deve dare un contributo, nell’ambito della programmazione e della organizzazione dei Servizi Sanitari, utile a rendere integrativo al pubblico il privato. Da tempo si sente parlare di “privatizzazione strisciante” dei Servizi Sanitari. A monte di questi rumor può esserci una gestione non di livello dei Servizi Sanitari pubblici riferibile, a direzioni strategiche poco meritocratiche, a valorizzazione del personale per appartenenze piuttosto che per meriti e competenze, ad assetti organizzativi obsoleti, all’illogico blocco del turnover, al finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale insufficiente e agli sprechi”. 

Ma oggi gli Ordini Professionali hanno le carte in regola per assolvere a questo compito-guida dei propri uomini? 

“Non ho nessun dubbio per quanto riguarda noi medici. L’Ordine professionale, adeguatamente sostenuto, ha certamente le carte in regola per fare la propria parte nell’affrontare questa situazione facendo leva sulle proprie competenze istituzionali ed aiutando i propri iscritti, soprattutto tra le ultime generazioni, a prendere coscienza delle problematiche sul tappeto, per riappropriarsi del diritto all’autonomia, all’indipendenza e alla libertà professionale, secondo i principi del Codice deontologico. Solo in questo modo i medici potranno dare il contributo necessario per sanare un Sistema Sanitario ormai a rischio di sostenibilità che vive anche l’umiliazione e l’impoverimento determinato dalla fuga dal Paese delle sue risorse umane più preziose, troppo spesso vittime di precarizzazione e sfruttamento inaccettabili. Anche l’Istituto Previdenziale dei Medici deve essere più efficacemente coinvolto sia sull’affiancamento dei giovani ma anche sulla opportunità di dare maggior sostegno specie alla fascia dei medici pensionati più anziani. E tutto questo, mi creda davvero, è indispensabile affinché noi possiamo continuare ad essere al servizio dei nostri concittadini con onore e merito. E’ con questo impegno e con questo spirito che ho deciso di ricandidarmi alla guida dell’Ordine dei Medici di Roma. Mi faccia tanti auguri.”

 Auguri Presidente.(3-Fine) 
 
Beatrice Nano

(PPN) 10 nov 2017  12:28