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Cronaca - Aquilae Nero d'Avola Bio, primo vino biologico certificato di CVA Canicattì
Roma, 23 set (Prima Pagina News) Tutela e identità del territorio, qualità enologica e attenzione alla sostenibilità ambientale, aderenza e capacità reattiva alle esigenze dei mercati internazionali. Sono queste le parole chiave dal quale è partito il nuovo progetto della cooperativa vitivinicola CVA Canicattì che ha dato luce all’Aquilae Nero d’Avola Bio. L’azienda che mira a valorizzare l’integrità del terroir e dei vitigni autoctoni siciliani, ha lanciato una nuova etichetta biologica interamente certificata, proveniente da una accurata selezione delle migliori uve dei vigneti delle Terre del Nero d’Avola della Sicilia sud-occidentale. L’Aquilae Nero d’Avola Bio 2014 nasce dall’allevamento di viti che crescono secondo metodi che garantiscono il pieno rispetto di tutti gli elementi naturali secondo i principi dell’agricoltura biologica. Prodotto in poco più di 7000 bottiglie, l’Aquilae Nero d’Avola Bio è un vino fortemente radicato all’identità siciliana, puramente autentico e sano. Questo vino è affinato solamente in acciaio e non prevede passaggi in legno. Attraverso questo nuovo progetto produttivo, CVA Canicattì vuole rimarcare e valorizzare ancor di più il suo impegno a difesa dell’integrità e della vocazione produttiva delle Terre del Nero d’Avola. Uno sforzo per uno sviluppo eco-compatibile che vede già da un po’ di anni CVA Canicattì produrre anche energia elettrica sfruttando i raggi solari attraverso un impianto fotovoltaico collocato sul tetto della cantina, che soddisfa nella quasi totalità il fabbisogno energetico delle strutture produttive. “Oggi i consumatori di tutto il mondo sono sempre più inclini all’acquisto di prodotti biologici, poiché si avverte il bisogno di un’alimentazione basata sulla naturalità e l’autenticità del cibo - afferma Giovanni Greco Presidente CVA Canicattì – e col nostro primo vino biologico puntiamo a soddisfare questa tendenza, offrendo un vino puramente siciliano, attento al terroir e ai trends del mercato”. CVA Canicattì si dimostra una azienda capace di cogliere gli stimoli di un mercato mutevole, che negli ultimi anni ha visto la crescita del consumo di prodotti bio. Secondo i dati FIRAB e AIAB, presentati al SANA di Bologna, l'Italia si conferma ai primi posti nel mondo per la produzione di vino bio e al secondo per superficie vitata in Europa dopo la Spagna. L’aumento delle vendite è avvenuto grazie all’introduzione di nuove linee bio in GDO con un aumento del 14%. Gli Stati Uniti sono il primo mercato di riferimento per il vino bio italiano, dove una bottiglia su tre proviene dal Belpaese. La Sicilia con 25% degli ettari è la prima regione produttrice di vino bio italiano e la prima per percentuale di vigneti convertiti al biologico. CVA Canicattì si dimostra essere una delle aziende più dinamiche e attente del panorama siciliano, capace di alimentare un progetto che lega tradizione e qualità a processi di innovazione".

(PPN) 23 set 2015  18:13