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Cronaca - Inpgi, Andrea Camporese, “Assolto con formula piena”, Grazie a tutti
Roma, 18 giu (Prima Pagina News) “Sono ovviamente soddisfatto, dopo un lungo e dolorosissimo processo, del fatto che il tribunale abbia riconosciuto che ho sempre agito nell’interesse dell’ente che ho presieduto per otto anni”. Chi parla è il giornalista Andrea Camporese, ex presidente dell’Istituto di previdenza dei giornalisti, assolto con formua piena, “perché il fatto non sussiste”, dalle accuse di corruzione e truffa nel processo milanese con al centro la finanziaria Sopaf. 

Il tribunale ha invece condannato i fratelli Giorgio e Aldo Magnoni rispettivamente a otto e due anni di carcere. Per loro e per altri imputati è caduta l’accusa di associazione a delinquere. Condannato a cinque anni Andrea Toschi, a quattro anni Alberto Ciaperoni, a sei anni Gianluca Selvi e a tre anni e sei mesi Fabrizio Carracoi. 

Assolti in quattro: Aimone Beretta, William Zappaterra, Gianfranco Paparella e Andrea Magnoni. Posso dichiararmi soddisfatto per l’assoluzione con formula piena del presidente Camporese da tutte le imputazioni e per la serietà con cui il tribunale di Milano ha esaminato le prove e ha accertato la legittimità dell’operato del mio assistito”, commenta il difensore Ciro Pellegrino. “Ho sempre sostenuto che l’unico obiettivo di Camporese sia stato la cura degli interessi di Inpgi e sono, francamente, felice che il tribunale abbia riscontrato le mie tesi”, conclude l’avvocato.

 “Oggi, rispetto a questa assoluzione “perchè il fatto non sussiste” – sottolinea Andrea Camporese – il pensiero va a quella minoranza di giornalisti che ha violentemente strumentalito la vicenda tentando di usarla in piena campagna elettorale, descrivendomi come un viaggiatore a spese altrui e una sorta di diavolo. Questi signori, con i quali presto ci confronteremo per stabilire altre verità, hanno approfittato del fatto che non avevo accesso agli atti, come prevede il Codice, realizzando incedibili copia-incolla, salti temporali di anni, valutazioni tecniche completamente errate e insinuazioni di ogni genere”. 

“Mi spiace per loro e per l’Inpgi, ingiustamente infangato e accusato di ogni nefandezza – aggiunge Camporese – mentre oggi rinnovo la mia stima e riconoscenza per il lavoro svolto dalla presidenza, alla direzione generale fino all’ultimo dei dipendenti. Infine un ringraziamento commosso alle tantissime persone, dentro la professione e nelle massime istituzioni del Paese, che mi hanno manifestato rispetto e, in molti casi, affetto”. «L'assoluzione di Andrea Camporese - commentano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti - rappresenta la logica conclusione di una vicenda che in tanti, nella categoria, hanno creduto di poter strumentalizzare al solo fine di screditare l'Inpgi e gli altri enti dei giornalisti».

 I vertici della Federazione della Stampa,dal sito ufficiale della FNSI usano parole di assoluta solidarietà al giornalista e rivolgono «un pensiero affettuoso e un abbraccio a Camporese, che ha guidato l'Inpgi per otto anni con rigore, competenza e onestà, subendo in silenzio calunnie, attacchi e insulti. Ci chiediamo - concludono - se gli orchestratori della macchina del fango avranno adesso il coraggio di chiedere scusa. 

Quel che è certo è che i teoremi e le quotidiane congetture di chi, in evidente malafede e per finalità che nulla hanno a che vedere con la salvaguardia dell'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, si erge a censore della categoria hanno trovato oggi una sonora smentita e subito una battuta d'arresto da parte della giustizia italiana, alla quale Andrea Camporese non si è mai sottratto».

 Daniele Cerrato, presidente di Casagit è ancora più incisivo:«Andrea è stato assolto, con formula piena. L'ho sentito ieri e oggi poco dopo la bella notizia. Ha passato tre anni e mezzo d'inferno personale e professionale, con gran parte della nostra categoria che confondeva la legittima contrapposizione politica e sindacale, intorno alle vicende dell'Inpgi, con la semina di accuse e sospetti». 

Ma Daniele Cerrato va ancora oltre: «La prova che ha superato la persona Andrea Camporese non la auguro a un nemico. Come abbia potuto tenere insieme tutti i pezzi di sé e della sua famiglia mi resta ancora in parte misterioso. Voglio però sottolineare che quando uno o una di noi si assume responsabilità che hanno aspetti economici rilevanti accetta anche rischi personali rispetto ai quali, se qualcosa va storto, farà fronte con le proprie risorse, di soldi e nervi. 

Io spero che questa sia una lezione per la nostra categoria. Il resto, come sempre, è polvere».

 B.N.

(PPN) 18 giu 2017  14:48