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Cultura - Maestro Daniele Ciprì intervistato a L’Isola del Cinema
Roma, 22 set (Prima Pagina News) In occasione delle riprese de “Il Cinema inventato”, il film collettivo promosso da L’Isola del Cinema da un’idea del suo direttore artistico Giorgio Ginori e del regista Aureliano Amadei, grazie alla realizzazione di Maiora Film e di Motoproduzioni, Daniele Ciprì ha rilasciato una lunga intervista dedicata con passione alla pellicola ed al suo valore artistico. Come a dire: “La pellicola è morta? Viva la pellicola!” Un’intervista a cuore aperto in cui Ciprì, quindi, esprime il suo amore incondizionato per la pellicola, ma anche le sue riflessioni sul futuro della stessa e del cinema in generale, mostrando grande entusiasmo per l’iniziativa “Cinema Inventato”. Giorgio Ginori preannuncia per la prossima edizione dell’Isola del Cinema il ritorno anche del Cinema Inventato, un laboratorio di cinema che si vede e che si fa rigorosamente in pellicola. Ciprì, incalzato dalle parole di Ginori, dichiara che la pellicola, contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, non è morta, anzi vive. Ricorda, infatti che gli americani continuano a girare sia in digitale che in pellicola, mentre sono prevalentemente gli italiani ad allontanarsi dal mondo della camera oscura, preferendo il metodo digitale. Il regista, sceneggiatore e direttore della fotografia italiano spiega che nel passaggio dal modo di fare cinema in pellicola a quello in digitale a cambiare è, in fondo, solo il rapporto con le immagini. E il pubblico italiano sostiene, con un po’ di amaro in bocca, è ormai abituato al cinema in digitale, perché è un’immagine che ha anche a casa, che vede in televisione, sul computer e anche sul cellulare, disabituandosi così a guardare l’immagine della pellicola. Ciprì invece, che continua a girare i suoi film in pellicola, è più affezionato all’immagine che ha il calore della celluloide e che porta in sé, con la sua grana imperfetta, la magia della “imperfezione della perfezione”. Nonostante questa ferma convinzione, il regista non si schiera né dalla parte del digitale, né totalmente dalla parte della pellicola, pur preferendola e non volendoci rinunciare per nessun motivo. Riconosce al digitale, infatti, di aver portato notevoli miglioramenti, come la riduzione dei tempi di produzione, ma di non possedere la suggestione dello sviluppo nella camera oscura. La vera democrazia dell’immagine, secondo Ciprì, sarebbe nel poter scegliere tra i due diversi metodi, sia nella creazione che nella visione. Il grande maestro, quindi, riconosce all’iniziativa del Cinema Inventato, voluta da Ginori per l’Isola del Cinema, il merito di essere un modo valido per far riscoprire la pellicola alle nuove generazioni, di riavvicinare i giovani a quel tipo di immagine e al piacere che solo essa può dare. E Ginori conferma che proponendo la pellicola ai giovani registi esordienti e non solo ha ritrovato in loro l’entusiasmo di un sapore antico, di un ritorno agli albori, ma anche la riscoperta di una sorta si “stato di grazia” che solo l’immagine della pellicola può offrire. Ed è proprio questa una delle magie della pellicola, sostiene Ciprì, la magia dell’attesa, che nei giovani si trasforma in stimolo creativo. L’incontro si conclude con la domanda di Ginori sul possibile futuro del cinema secondo il regista, il quale rivela la sua più grande paura. “Ho il grande terrore dello spettatore che non si emoziona più” afferma Ciprì, spiegando che le famiglie si recheranno sempre meno al cinema, accontentandosi di ciò che possono vedere in televisione, ma che questa crisi del cinema debba essere, più che un motivo di sconforto, uno stimolo a creare, ad immaginare cose diverse e nuove. Ed è proprio per questo che continuerà il suo lavoro, perseverando sul suo cinema in pellicola, cercando di continuare ad emozionare con quel tipo di immagine che ama tanto.

(PPN) 22 set 2015  19:08