Direttore responsabile Maurizio Pizzuto
Chinese (Traditional) English French German Italian Romanian Russian Spanish
rss feed
PPN widget
sab, 21 ott  2017 
time
05:15
NEWS PPN  
Cultura - Brescia, presentazione libro "I Folonari: un’antica storia di vini e banche"
Roma, 21 ott (Prima Pagina News) Il libro «I Folonari: un’antica storia di vini e banche» di Emanuela Zanotti (Prefazione di Giovanni Bazoli, Mursia, 2015), sarà presentato venerdì 23 ottobre 2015, alle ore 17,30, all’Auditorium San Barnaba, Corso Magenta 44/A, Brescia. Il programma prevede: Saluto di Emilio Del Bono, Sindaco di Brescia Intervengono: Giovanni Bazoli Paolo Corsini Sergio Onger Enzo Vizzari Emanuela Zanotti Moderatore: Giacomo Scanzi. Il volume è l’appassionante racconto di una dinastia imprenditoriale e di un’impresa vinicola che attraversa due secoli, l’Ottocento e il Novecento. Una famiglia fregiata di ben cinque cavalierati del lavoro, cinque generazioni che hanno lasciato sul territorio un’orma indelebile di attitudine imprenditoriale e il messaggio umanissimo di una filosofia vincente del fare impresa. Il volume, corredato da un ricco apparato iconografico, è, allo stesso tempo, storia di un’impresa famigliare e cronaca economica e sociale di un Paese. Le testimonianze dirette dei Folonari, mescolando ricordi privati alle esperienze lavorative, ricompongono la storia di famiglia attraverso una straordinaria galleria di ritratti. Il capostipite, Lorenzo Folonari, nato a Cepina di Bormio in Valtellina nel 1729, ciabattino, trasferisce la famiglia in Val Camonica culla di una stirpe di imprenditori che legherà in modo indissolubile il proprio nome all’imprenditoria bresciana, dapprima attraverso il commercio, poi con la produzione di vino e, infine, promuovendo istituti di credito. Luigi (1819-1902) segnerà la svolta: alla fine dell’Ottocento i Folonari scenderanno dalla Valle a Brescia dove verrà aperta la prima sede della ditta. Sono Italo e Francesco, figli di Giovanni (1822-1887), i protagonisti agli inizi del Novecento della grande espansione del Gruppo. Diversi per stile e carattere, Italo sofisticato gentleman e laico convinto, Francesco, cattolico fervente, sobrio e pacato, sono complementari negli affari così come negli ideali: vinicolo puro il primo, amministrativo e finanziario il secondo. Insieme costruiscono la grande impresa del vino che in breve tempo si consolida; dopo aver acquisito nel 1911 la Chianti Ruffino in Toscana anche il Sud conoscerà la sua rinascita in Puglia, terra segnata dalla distruzione fillosserica. Nel 1920 con l’acquisizione della Freund Ballor, l’azienda vermouthistica consoliderà la sua fama. Francesco è fondatore a Brescia nel 1888 della Banca San Paolo mentre il fratello Italo verrà nominato nel 1926 vicepresidente del Credito Agrario bresciano, carica che rivestì sino al 1942, tracciando il doppio binario dello sviluppo: vini e banche. Italo e Francesco incarnano la matrice liberale e cattolica a cui si deve un costante impegno sociale. Attività di mecenatismo culturale e una riservata quanto importante filantropia: la costruzione della monumentale chiesa di Ludriano, la donazione al Movimento dei Focolari della sede di Loppiano e la creazione a Brescia di una provvidenziale fondazione di assistenza ai minori indigenti. Tutto il Novecento è caratterizzato dalle figure di spicco degli eredi: Luigi, Giovanni detto Nino, Guido, Antonio, Francesco jr., Italo jr, Ambrogio, Marco, Paolo e Alberto che lasciano tutti indistintamente, un segno nell’azienda. La storia dei Folonari si intreccia con le grandi vicende del Paese: antiaustriaci nel periodo risorgimentale, in prima linea durante la Grande Guerra e nella crisi del 1929 e protagonisti della rinascita nel secondo Dopoguerra. La ricostruzione parte dal sud, dalla Puglia, dopo lo sbarco degli alleati grazie all’ingegno di Tito Juffmann, gli stabilimenti Folonari producevano la “Lacrima d’oro” liquore preferito dagli americani. Mentre al nord tutte le cantine di Brescia, Cambiano, Pontassieve non erano che un ammasso di macerie, nel 1945 a Barletta Juffmann consegna nelle mani dell’ingegner Nino il ricavato delle vendite della “Lacrima d’oro”, 350 milioni di lire. La grande impresa del vino al nord poté così ripartire grazie al sud. Negli anni del dopoguerra con il boom economico, con i nuovi stili di vita e di consumo alimentare i Folonari affrontano nuovi sistemi di produzione: «il vostro vino quotidiano» - lo slogan delle prime campagne pubblicitarie – segna nell’Italia del boom economico una trasformazione delle consuetudini in un mercato che era in rapida evoluzione. Perseguendo lo spirito di Italo e di Francesco, che avevano intuito quanto l’affermazione del prodotto partisse dal vigneto, la famiglia continua nello sviluppo del settore agricolo e a poco a poco le proprietà si estendono con l’acquisto di nuovi vigneti e cantine nelle zone del Chianti. Nel 1974 il fiasco viene sostituito da un’elegante bottiglia “Fiorentina” e la stampa statunitense commentò: «Another tradition goes». Nel 2000 dopo più di un secolo di lavoro collettivo la famiglia prende la decisione di separarsi e seguire distinti progetti e razionalizzazione delle attività. Ma la sesta generazione, forte dell’attaccamento alla terra sembra ben determinata a riappropriarsi dell’antica tradizione di famiglia. La storia dei Folonari continua dunque con nuovi protagonisti.

(PPN) 21 ott 2015  14:35