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ven, 24 nov  2017 
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Cultura - Roma:A.T. Anghelopoulos e le sue opere innovative in mostra al Vittoriano
Roma, 24 nov (Prima Pagina News) “Una esperienza estetica rilevante” come l’ha definita il curatore della mostra Prof. Claudio Strinati quella che sta per concludersi a Roma al Complesso del Vittoriano dal titolo “Tra Materia e Anima. Tra Memoria e Tempo” e visibile fino a giovedì 25 novembre. La mostra è una doppia personale che vede il raffronto e il dialogo tra le opere di A.T. Anghelopoulos e Andrea Pinchi due artisti emergenti che vivono e lavorano a Roma. Entrambi gli artisti danno conferma con questa mostra di quanto di innovativo e bello possono aggiungere nel panorama artistico internazionale contemporaneo. Le loro opere, perlopiù tecniche miste su tela e installazioni colpiscono e affascinano per l’eleganza e raffinatezza. Se dal punto di vista stilistico ed espressivo A.T. Anghelopoulos e Pinchi sono differenti, ad unirli in una interessante ipotesi critica, è per il curatore Strinati “una sintonia profonda di risultati creativi”. Davvero innovative alcune delle opere di A.T. Anghelopoulos che per il curatore “ha la consapevolezza e la qualità di un artista notevole”. A colpire di più i visitatori sono le sue opere innovative della serie Tiny Towns. Opere eredi dello “Spazialismo” sono il collegamento fra realtà tecnologica digitale e gesto artistico in una soluzione di tipo “tridimensionale” che si lascia ammirare sia, come oggetto scultoreo che come opera d’arte appeso a parete. Le logore parti elettroniche, i circuiti rottamati di cui sono composte le Towns contengono dati reali, informazioni, brandelli di vite. Risulta una complessa pianta cittadina, un intrico di palazzi e strade scollegate, spente, vuote in cui l’immobilità è sovrana, in cui il silenzio assoluto è la naturale risultante di una comunicazione superficiale, sincopata, inefficace. Le Towns hanno l’aspetto di moderne rocche medioevali. Con queste opere l’artista sembra voler sottolineare il divario che si è prodotto tra il grande progresso tecnologico degli ultimi due secoli ed un non altrettanto ‘progresso’ dell’essere umano. Insomma la tumultuosa promozione scientifica e tecnologica non si è affiancata ad una pari promozione dell’uomo. Queste opere gettano un’aria sinistra sulle nostre grandi città svelandone la duplice natura, quella di agglomerati di alta tecnologia attraversati da una umanità tutto sommato antica, rozza, indifferente, ancora prigioniera dei propri bisogni primari. Una umanità che utilizza malamente le risorse, che pare trascurare l’universale bacino di sapere che la tecnologia rende immediatamente disponibile, prigioniera di disumane periferie, “assorbita nei suoi rituali arcaici – gli oroscopi, l’idolatria dell’animale domestico a scapito della cura dell’infanzia, lo “struscio” quotidiano nei social network - (A. in una recente intervista, ndr) .

(PPN) 24 nov 2015  19:24