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Cultura - “Malinteso Tergestino” a Trieste, patria italiana dell'operetta, nasce l'Operetta 2.0
Roma, 3 gen (Prima Pagina News) E' un esperimento audace quello che andrà in scena a Trieste, al Politeama Rossetti, il prossimo 5 gennaio alle 20.30. Far rivivere lo spirito dell'operetta, genere che un secolo fa riempiva i teatri cittadini e che proprio in Trieste ebbe una delle sue patrie d'elezione, in un terzo millennio che l'ha vista praticamente scomparire dalla programmazione teatrale italiana. E' questo l'obiettivo di “Malinteso Tergestino”, spettacolo che riprende lo spirito brioso e gioioso della trisavola operetta, rinnovandone però il linguaggio, sia dal punto di vista testuale che musicale, per dare vita a un' “operetta 2.0”. Uno spettacolo sperimentale e diretto, che unisce musica, recitazione e canto in un mix capace di raccontare una storia del passato con i mezzi e i linguaggi del presente. A farsi carico dell'impresa è il maestro Massimiliano Donninelli, che ha ideato il soggetto e le musiche e dirigerà l'orchestra, il creativo pubblicitario Paola Russo, che ha scritto i testi, e il regista Luciano Pasini. In scena un manipolo di artisti noti a livello internazionale, che provengono da carriere di grande prestigio in settori musicali differenti, dalla lirica tradizionale all'operetta, dalla musica contemporanea di ricerca al jazz e alla musica leggera: il tenore torinese Max Renè Cosotti, il tenore Alessandro D’Acrissa, l'attore Gualtiero Giorgini e il trio di voci triestine “retrò ma non troppo” Les Babettes, che il pubblico italiano ha conosciuto grazie alla loro partecipazione a X Factor. Opera buffa in un atto e tre scene, Malinteso Tergestino si propone di raccontare “l’improbabile seppur possibile storia della città di Trieste.” Una storia, ambientata nella città giuliana, fatta di malintesi e nonsense, che racconta l’inafferrabile essenza della triestinità attraverso il carattere e gli aspetti più privati e intimi dei personaggi che ne sono protagonisti: un Massimiliano D’Asburgo tutto preso dalle gioie della botanica, un Franz Josef più portato per il rock che per gli Imperi, e un viandante, vero protagonista della storia, che vagando per la città tenta di coglierne il senso. A fare da colonna sonora a questa vicenda, narrata in un linguaggio contemporaneo che ricorda più Bergonzoni che Goldoni, un caleidoscopio di generi musicali differenti, che creano un ponte tra tradizione e contemporaneità dando vita a un innovativo linguaggio musicale in cui musica classica contemporanea, opera, operetta, pop e rock si fondono senza soluzione di continuità. Il tessuto sonoro offre così una sorta di audace zapping tra generi musicali differenti, perfettamente incastonati nella trama formale ed estetica della composizione: ci sono brevissime citazioni tratte da celebri operette (“Al cavallino bianco”, “Cin Ci La”, “La vedova allegra”) , ma anche frammenti di pezzi rock e pop internazionali, a sottolineare il tratto surreale della nostra cultura musicale contemporanea, che si nutre di mille spunti diversissimi tra loro. Ad eseguire le musiche un'ensemble di nove strumentisti, di formazione classica ma che spaziano anche nel mondo jazz e pop, cui si aggiunge l'apporto di sonorità elettroniche. Per le sue caratteristiche strutturali - alternanza di canto e recitazione, vivacità, immediatezza – Malinteso Tergestino ricorda in tutto e per tutto l’operetta. “Ma oggi – spiegano gli ideatori dello spettacolo - non si ride più tanto per ciò che faceva ridere a fine Ottocento, e non sempre bastano le note di un valzer per sentirsi rapiti dalla musica. Oggi lo spirito allegro e brillante dell’operetta, per divertire e sorprendere, ha bisogno di reincarnarsi e rinascere in una forma giovane, fresca e ironica. Con questo proposito lanciamo questo spettacolo, che ci piace definire la “prima operetta 2.0”.

(PPN) 3 gen 2016  15:08