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Cultura - Musica: Addio al Duca Bianco, si è spento David Bowie
Roma, 11 gen (Prima Pagina News) Il cantante britannico David Bowie è morto ieri "in pace" dopo una "coraggiosa lotta di 18 mesi" con il cancro. L'annuncio è pubblicato sulla sua pagina di  Facebook. cantautore, polistrumentista, attore, compositore e produttore discografico britannico. Attivo dalla metà degli anni sessanta, Bowie ha attraversato cinque decenni di musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine e creando numerosi alter ego, come Ziggy Stardust, Halloween Jack, Nathan Adler e The Thin White Duke (noto in Italia come il "Duca Bianco"). Dal folk acustico all'elettronica, passando attraverso il glam rock, il soul e il krautrock, David Bowie ha lasciato tracce che hanno influenzato molti artisti. Come attore, dopo alcune piccole apparizioni, ha avuto un ottimo successo nel 1976 come protagonista del film di fantascienza L'uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg. Tra le sue interpretazioni più note si ricordano Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence) di Nagisa Oshima del 1983, Absolute Beginners e Labyrinth del 1986, e Basquiat di Julian Schnabel del 1996, nel quale interpreta il ruolo di Andy Warhol. Dal 1992 Bowie era sposato con la top model somala Iman Mohamed Abdulmajid, da cui ebbe una figlia, Alexandria Zahra (nata nel 2000). La coppia aveva anche un figlio ciascuno da matrimoni precedenti: Duncan Zowie Haywood (nato nel 1971 dal precedente matrimonio di Bowie con Mary Angela Barnett) e Zulekha (nata dal precedente matrimonio di Iman). Nel 2008 è stato inserito al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone, e tra le sue migliori "tracce vocali" ci sono Life on Mars?, Space Oddity, Starman ed "Heroes". Nel 2007 è indicato dalla rivista Forbes come il quarto cantante più ricco del mondo. Al ritmo di un disco all'anno, Bowie per parecchi anni nel bene e nel male non si è mai limitato a creare un "marchio Bowie" uguale a se stesso e rassicurante: dalle nostalgie beat con Pin Ups, agli incubi orwelliani di Diamond Dogs, al R&B bianco con Station to Station e Young Americans, all'electro pop intellettuale che, secondo molti critici, costituirà la fase più creativa della sua carriera fra il 1977 e il 1979, con la cosiddetta "trilogia berlinese" di Low, "Heroes" e Lodger, album in realtà (salvo il secondo) realizzati solo parzialmente a Berlino, ma comunque fortemente influenzati dalle contaminazioni tra rock ed elettronica di cui erano maestri i Kraftwerk e i Neu!, gruppi entrambi tedeschi. Decisive le collaborazioni con Brian Eno, altro reduce dal glam rock dei primi settanta con i Roxy Music del dandy Bryan Ferry.

(PPN) 11 gen 2016  13:12