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Cultura - Premio Argil ad Enzo Iacopino, uomo europeo dell’anno
Roma, 16 dic (Prima Pagina News) “Uomo Europeo dell’Anno”, questo il prestigioso riconoscimento assegnato quest’anno dal decano dei giornalisti italiani Gino Falleri al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Italiani Enzo Iacopino, nel corso di una solenne manifestazione tenutasi questa mattina nella cornice storica della Delegazione del Parlamento Europeo a Roma in Via 4 Novembre, una cerimonia interamente dedicata all’Europa, e al significato più ampio e più completo legato alla dinamica e all’evoluzione dei Paese dell’Unione Europea. “Per noi è un grande onore poterle consegnare questo Premio- ha esordito Gino Falleri rivolgendosi al Presidente Iacopino- perché siamo consapevoli del ruolo di raccordo, fondamentale e strategico, che lei svolge da tantissimi anni tra la società civile e il mondo dei media italiani, e oggi siamo davvero fieri di poterle dire grazie per quanto lei ha fatto fino ad ora in difesa del giornalismo italiano”. Il premio Giornalistico Internazionale “Argil, Uomo Europeo”, va quindi a Enzo Iacopino nella sua duplice veste: al giornalista di grande spessore professionale e morale quale egli è sempre stato, e al Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Italiani, quale poi Enzo Iacopino è diventato. In realtà, lo scrive lui stesso, Enzo Iacopino “Sognava di fare il magistrato, ma forse non ne avevo le qualità”. Gli mancava anche il carattere giusto per fare l’avvocato a Reggio Calabria. Così si è trovato a fare il giornalista: Secolo, Settimanale, Gazzettino, Giorno, Mattino. Ha un solo rammarico: “non essere riuscito a stare costantemente vicino a don Mario Picchi, fondatore del Centro italiano di solidarietà grazie al quale ha imparato che la vita non è solo profumi o spot pubblicitari”. Per 12 anni è stato Presidente della Stampa parlamentare. Consigliere nazionale dell’Odg dal 2001, è stato eletto segretario nel 2007 e presidente nel 2010. Coltiva una velleità: che ci si possa occupare degli interessi dei colleghi uscendo dalla miope logica delle convenienze di gruppo. E’ convinto che “il più subdolo bavaglio all’informazione sia quello che tentano di imporre gli editori che compensano con due euro ad articolo i giovani professionisti”. Una storia, la sua, tutta costellata da soddisfazioni e da successi uno dietro l’altro: inizia la SUA carriera giornalistica come corrispondente dalla Calabria del Secolo d'Italia, nei primi anni'70, e poi nella redazione romana. Giornalista professionista dal 1976, E nel 1981 viene nominato vice capo redattore de Il Gazzettino presso la redazione romana. Nel 1989 passa al quotidiano Il Giorno come inviato speciale, per poi diventare nel 1994 capo della redazione romana de Il Mattino. Indimenticabile il suo lavoro di cronista, ma altrettanto indimenticabile il suo impegno professionale e sindacale al servizio della categoria. Dal 1994 al 2006 è a capo dell'Associazione Stampa Parlamentare, rieletto poi per quattro mandati successivi, una sorta di record personale. Dal 2001 sino al 2010 è membro del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, partecipando dal 2004 al 2007 alla commissione ricorsi. Nel 2007 viene eletto segretario dell'Ordine dei Giornalisti, e dal 2010 ne è presidente. Nel 2013 viene rieletto presidente dell'ordine .Nel giugno 2015 la sua faccia finisce su tutti i grandi giornali per via di una coraggiosissima protesta contro le “condizioni” del concorso RAI di Bastia Umbra. Nel dicembre 2015 è sempre lui , in prima persona, a denunciare l'"emergenza democratica" relativa allo sfruttamento economico dei giornalisti in Italia, chiedendo al premier Matteo Renzi di “non dare contributi pubblici ai gruppi editoriali che non pagano dignitosamente i giornalisti”. L’occasione gli sarà utile per riaffermare che l'Ordine dei giornalisti è l'unico ad opporsi alla politica della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali), e chiede una legge che obblighi gli editori a documentare le retribuzioni dei dipendenti per poter accedere ai contributi pubblici. Un protagonista in tutti i sensi della vita e della storia del giornalismo italiano, e che qui alla cerimonia voluta da Gino Falleri anche in suo onore dice semplicemente: “Grazie, spero di non aver mai tradito le attese e le speranze dei cronisti più giovani. Ma ho sempre lavorato per non deludere nessuno e per costruire un futuro di certezze per l’intera categoria”. Prima di lui Gino Falleri aveva spiegato che la Settima Edizione del Premio Argil va “alla memoria” del magistrato tedesco Franz-Hermann Bruner, Primo Direttore Generale dell’OLAF, l’Ufficio Europeo per la lotta alla frode) “che ha fortemente sostenuto- ha detto ancora Falleri- l’ideazione ,la crescita e e lo sviluppo, per oltre un decennio, della Rete dei Comunicatori Anti Frode dell’OLAF (OAFNCN) improntata ai valori della informazione e della comunicazione come servizio per i cittadini, nel rispetto dei diritti di tutti”.

(Beatrice Nano) 16 dic 2016  22:27