Direttore responsabile Maurizio Pizzuto
Chinese (Traditional) English French German Italian Romanian Russian Spanish
rss feed
PPN widget
sab, 21 apr  2018 
time
11:29
NEWS PPN  
Cultura - Francesca Brancati: “E se restassi?”.Un libro e una domanda provocatoria che invita a disvelarsi nella nostra più chiara sincerità
Roma, 15 apr (Prima Pagina News) Francesca Brancati non è una ragazza qualsiasi. E questo lo intuisci subito, non appena vedi la luce nei suoi occhi, la forza espressiva che promana dal suo volto. Una forza che lascia intuire bene quanto sia diventata una spada forgiata nelle sofferenze e nella riflessione, nella trasformazione della Vita dal suo aspetto più recondito fino alla sua manifestazione esteriore. 

Il percorso da lei intrapreso in direzione della scrittura potrebbe essere sembrato ad alcuni -almeno inizialmente- un qualcosa di “improvvisato”. Alcuni altri potrebbero aver detto: “In un popolo di santi, poeti e navigatori ecco un'altra scrittrice”. Non è così. Francesca Brancati ha qualcosa da dire (ben più di “qualcosa”, in effetti). E non solo lo dice e scrive benissimo ma soprattutto rivela anche al lettore più distratto e superficiale che si tratta di “qualcosa” di profondo, di importante.

 Un nucleo che non è solo narrativo ma esistenziale che ci accomuna tutti. Perché nelle pagine del suo libro “E se restassi?” si coglie non solo la provocazione immaginabile, in un mondo geografico e anagrafico dove tanti son portati a dire “Voglio fuggire via da questo posto” ma anche la necessità di capire, di percepire quali sono le nostre corde interiori più forti sulle quali fare leva per trasformare noi essenzialmente e successivamente il Mondo che ci circonda. Tutto il Mondo che ci circonda. 

La prefazione così recita: “Una storia. Mille intrecci. Vite irrisolte dietro angoli di paure ed incertezze. Una storia che può essere "diversa" dalle altre ma, in fondo, "uguale" a molte altre. Le difficoltà di spiegarsi e di "piegarsi" ad una società ancora condizionata dai pregiudizi, in una piccola città della grande "provincia" chiamata Italia, dove i diritti sono privilegi e dove continua ad essere difficile affrontare il tema dell'omosessualità. Il racconto di chi ha guardato sempre avanti con orgoglio rialzandosi dalle proprie macerie, che ha fatto il suo percorso "combattendo contro un esercito di demoni interiori, prima ancora che con quelli che ti attendono fuori". Come se fosse sempre l'ultimo istante. Postfazione di Gian Carlo Tusceri”. Ne parliamo con l'Autrice. 

 ALL'ATTO DELLA GENESI DI “E SE RESTASSI” VI È STATA UNA ESIGENZA INTERIORE DI “RACCONTARSI” E DI DESCRIVERE IL FLUSSO EMOZIONALE VISSUTO IN PROVINCIA OPPURE ERA IN NUCE PRESENTE UNA INTENZIONE DI “COSTRUIRE” UN PUNTO D'APPOGGIO IN TERMINI DI IDENTIFICAZIONE RIVOLTO A TUTTI COLORO CHE HANNO COMPIUTO O VOGLIONO COMPIERE UNA SCELTA SIMILE ALLA TUA?
 
L’esigenza di cominciare a buttar fuori i miei tanti stati d’animo direi che è stata quasi naturale. A mano a mano che buttavo giù inchiostro nero su pagine bianche (anche se sul mio modesto hp ) diventava catarsi. Scrivevo per curarmi l’anima dalle ferite. Forse anche per creare la proiezione che la realtà non riusciva a contenere. Per cui l’esigenza di “continuare” la storia e farla diventare qualcosa di eterno. Perché scrivere è testamento. Certamente questo testamento ho deciso poi di farlo alla luce, pubblicandolo, proprio per farlo diventare uno specchio per chi vive la mia stessa “condizione”. Non vuol essere però un romanzo prettamente omosessuale. Anzi! Il mio più grande piacere ed orgoglio è sapere che un pubblico estremamente eterogeneo possa immedesimarsi nelle emozioni e negli stati d'animo, anche se con le differenti esperienze. Per intenderci, anche un uomo eterosessuale di settant'anni. Comunque non mi sarei mai immaginata di poter arrivare fino a questo punto! Trovare il mio libro sullo scaffale della Feltrinelli di Napoli, a piazza Garibaldi, insomma.

 IL TUO LIBRO HA UNA VESTE DI BIOGRAFIA MA -IN REALTÀ- FINISCE INEVITABILMENTE CON L'ESSERE UN TERRITORIO DI CONFRONTO NEL MOMENTO IN CUI SI DECIDA DI AFFRONTARE DEFNITIVAMENTE LE PROPRIE PAURE E DI “MANIFESTARSI” AL MONDO CON UNA IDENTITÀ RIVENDICATA E PRECISA. SI PUÒ DIRE CHE SI “LEGGE” ANCHE IL TUO VISSUTO IN TERMINI DI COMPARTECIPAZIONE DELLA POLITICA NEL SUO SENSO PIÙ PIENO?

 Sicuramente. La mia passione per la politica ha fatto si che negli anni maturassi la giusta energia ed una sufficiente capacità di reazione alle difficoltà che anni fa non avevo. La politica è pane per me e l’ho tradotta al meglio nella mia esperienza di attivista nella società civile. Ben diversa è l'esperienza elettorale, quella spesso, ti fa perdere questa “fede”. 

 IL TUO LIBRO È UN VERO E PROPRIO INCORAGGIAMENTO AD ATTRAVERSARE PIENAMENTE IL TERRITORIO DELLA PROPRIA SOFFERENZA SOCIALE E INTERIORE. CONSEGNANDO, PERÒ, AL LETTORE UN PATRIMONIO ESPERIENZIALE UTILE NEL MOMENTO IN CUI SI INTENDA “RIDISEGNARE” LA PROPRIA MAPPATURA ESISTENZIALE. IN TUTTO QUESTO, IL BUDDHISMO TI HA AIUTATA, SOSTENUTA?

 Di certo se non avessi incontrato il buddismo a 16 anni non immagino se sarei stata la persona che sono oggi. Mi sono formata attraverso la pratica quotidiana di questa fede e ho dato ordine e soprattutto armonia alla mia vita. Non sono “cambiata” in fondo. Sono soltanto il meglio di me. Il mio maestro mi ha insegnato non ad essere sotto di lui ma ad essere come lui Questo è stato L'incoraggiamento decisivo che mi ha permesso di sollevare quel velo di dubbio che c'era tra me e la pubblicazione del mio romanzo. Perché tra scriverlo e il decidere di lanciarlo nel mondo, ce ne passa. (F.T.)

 “E se restassi?”, Francesca Brancati, Andrea Pacilli Editore, 2017

(PPN) 15 apr 2018  08:54