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Cultura - Ungheria, “SEMMELWEIS”, Opera in un atto al Bartók Plus Opera Festival 2018
Roma, 11 giu (Prima Pagina News)






da Miskolc Rocco Turi 



 SEMMELWEIS è l’Opera presentata ieri sera al Grand Theatre di Miskolc, una produzione congiunta tra il Festival dell’Opera di Miskolc e il BUDAPEST OPERETTA AND MUSICAL THEATRE, ispirata alla tragica storia del dr. Ignác Semmelweis (1818-1865). In occasione del centenario dalla sua morte, il compositore Raymond J. Lustig e il librettista Matthew Doherty hanno preso spunto dalla storia personale di Semmelweis per indagare nella mente umana turbata fra intuizione, genialità e pregiudizio. Semmelweis era un medico ungherese che dopo varie vicissitudini approdò all’Ostetricia. Erano anni in cui una terribile malattia conosciuta come “febbre puerperale” decimava letteralmente le donne ricoverate negli ospedali di Vienna. Egli studiò migliaia di situazioni, fece autopsie oltre la mortalità del suo reparto per giungere alla conclusione che la febbre puerperale avesse una fonte “generalizzata”. Ciò fu sufficiente per giungere a una ipotesi straordinaria per l’epoca: la febbre puerperale era una malattia che veniva trasferita da un corpo all’altro a seguito del contatto che i medici e gli studenti presenti in reparto avevano prima con le donne decedute (sulle quali praticavano le autopsie) ed immediatamente dopo con le partorienti che andavano a visitare in corsia. Era un’intuizione e una teoria sconvolgente per i tempi. Per dimostrarla, il dottor Semmelweis obbligò il personale a lavarsi le mani con una soluzione di ipoclorito di calcio e a tutte le partorienti furono sostituite le lenzuola sporche. I fatti diedero ragione a Semmelweis e le statistiche della mortalità per febbre puerperale si abbassarono repentinamente. Era il 1847. Furono necessari 40 anni, prima che la scoperta di Semmelweis fosse accettata e applicata in maniera generalizzata e la dimostrazione della contaminazione batterica fu data da Pasteur solo nel 1864. Prima di allora le scoperte di Semmelweis furono screditate e la mortalità per febbre puerperale si impennò ancora. Semmelweis fu anche licenziato. Tornando in Ungheria, egli applicò lo stesso metodo ottenendo ancora un abbassamento della mortalità per febbre puerperale e nel 1861 scrisse “Eziologia, concetto e profilassi della febbre puerperale”. Ma la comunità scientifica gli si era ormai scagliata contro, anche considerando “l’offesa” a seguito dell’obbligo a lavarsi le mani prima di svolgere qualsiasi attività nei vari reparti ospedalieri. A lungo andare, a causa del potere dei suoi superiori che limitavano le sue funzioni e dei pregiudizi generalizzati nei suoi confronti Semmelweis entrò in crisi e si sentì “demolito” fino al suo ricovero in manicomio dove morì nel 1865 a seguito delle percosse subite da parte delle guardie dell’Istituto. I lavori di Louis Pasteur nel 1879 e di Joseph Lister nel 1883 avrebbero dimostrato la grandezza delle intuizioni di Semmelweis. Per la sua genialità e i suoi contributi allo studio delle trasmissioni batteriche da contatto e alla prevenzione della febbre puerperale, Semmelweis è ora noto come il “salvatore delle madri”. Dal 1969, l’Università di Budapest è stata rinominata in Università Semmelweis in suo onore. E’ stato realizzato un monumento in suo onore ed è possibile visitare un “Semmelweis Museum of Medical History”. Dal 2013 l’UNESCO ha inserito alcuni documenti sulla scoperta di Semmelweis nel “Registro della Memoria del Mondo”. In occasione del “Semmelweis Memorial Year 1818 – 2018”, Ignác viene anche ricordato per il seguente aforisma: “Il mio insegnamento è di salvare la moglie per suo marito e la madre per il suo bambino”. La vita del dottor Semmelweis è di un’attualità straordinaria se si pensa ai tanti scienziati e autori indipendenti “politicamente scorretti” che percorrono i loro sentieri volando molto più in alto dei pregiudizi altrui e degli “autori” banali in cerca di frivola notorietà. La rappresentazione di ieri sera al Festival di Miskolc è stata una Première in Ungheria, dopo che l’Opera aveva già ricevuto il suo battesimo a New York presso il National Art Club l'11 settembre 2017. Le apprezzate recensioni di questa performance hanno avuto l’obiettivo di inneggiare alla bellezza, in apertura, per il coro femminile e, nella parte conclusiva, per l’ispirazione avuta dagli autori da un’antica nenia ungherese. Il corpo centrale dell’Opera ha avuto il merito di saper rappresentare in un simbolismo, necessariamente concentrato, i passaggi più rappresentativi della vita del dottor Semmelweis. Tutto ciò è stato realizzato attraverso una scenografia tecnologica d’avanguardia. Anche se, dal punto di vista musicale, per alcuni critici presenti in teatro, l’Opera ha rischiato di svilupparsi in una certa monotonia, il finale ha premiato i protagonisti con applausi e molti omaggi ricevuti nel backstage.

(PPN) 11 giu 2018  21:18