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Pol - Equo compenso prestazioni legali, Orlando: "Proposta che parla ai giovani" (1)
Roma, 11 ago (Prima Pagina News) “E' una proposta che parla ai giovani e alle professioni”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha salutato con soddisfazione l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri odierno del disegno di legge Disposizioni in materia di equo compenso e clausole vessatorie nel settore delle prestazioni legali. “Si tratta di una svolta rispetto alla crisi dell'avvocatura e agli squilibri di fronte a committenti molto forti. Negli ultimi anni infatti - ha sottolineato il guardasigilli nel corso di una conferenza stampa in Via Arenula alla quale ha partecipato anche il presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin - soprattutto tra le giovani generazioni di professionisti, assistiamo a un progressivo impoverimento e a odiose forme di caporalato intellettuale. Con questa iniziativa vogliamo mettere in campo una prima risposta, che mi auguro possa avere un consenso largo in Parlamento e un binario rapido per essere approvata”. Il provvedimento mira a riequilibrare la posizione contrattuale dei professionisti avvocati nei confronti di soggetti connotati da particolare forza contrattuale ed economica, individuati in particolare nelle imprese bancarie e assicurative e nelle imprese diverse da quelle piccole e medie, nonché a tutelare l’equità del compenso degli avvocati, evitando che una concorrenza potenzialmente distorta possa tradursi nell’offerta di prestazioni professionali al ribasso, con il rischio di un peggioramento della loro qualità. In particolare, il provvedimento prevede la nullità delle clausole vessatorie inserite nelle convenzioni contrattuali stipulate tra professionisti avvocati e clienti cosiddetti “forti”. A tal proposito, vengono definite come vessatorie le clausole che, anche in ragione della non equità del compenso pattuito, determinino un significativo squilibrio contrattuale a carico dell’avvocato. Tale nullità, definita come “parziale” rispetto all’intera convenzione, garantisce il professionista perché consente l’inefficacia della sola parte del regolamento contrattuale o della singola clausola contraria alla legge, mentre la convenzione stessa rimane in vigore.(1-Segue) 

Beatrice Nano

(PPN) 11 ago 2017  20:24