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Pol - La nostra società verso l’orban…izzazione
Roma, 8 giu (Prima Pagina News) Un punto di vista e un solo argomento da trattare. Ne esce un quadro preoccupante per il nostro Paese che lo rimanda a periodi di storia sanguinosa e di barbarie. Ce lo ha ben ricordato qualche tempo fa il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che ha voluto anticipare un po’ tutti, parlando di “razza bianca” a rischio. Non bastasse, poi, la storia passata, un contributo per il nostro paese riguardo al problema dell’immigrazione, tramite Salvini, ce lo fornisce il leader ungherese Orban, preso a modello di comportamento e di azione. Il paio con la stessa improntitudine di Salvini che si è “orientalizzato”, innamorato com’è della Russia, parlando di un paese iperdemocratico (le solite esagerazioni) dove – ipse dixit - per strada non si vede un rom, un migrante, un questuante, un rompiscatole. Tutte persone che, a cominciare da oggi, in Italia dovranno guardarsi le spalle. Per completezza di informazione, al russofono Salvini si deve dire che a ben guardarsele dovranno essere alcuni giornalisti anti-Putin, considerato che alcuni loro colleghi non possono più farlo, avendo già fatto una brutta fine. A governo appena formato e a cui mancava finanche il giuramento, Matteo Salvini si è affrettato a mettere le parole in chiaro: “E’ finita la pacchia!”, parlando di migranti e intendendo dire con questo che da quel momento ogni cosa sarebbe cambiata. Un’espressione rozza e brutale. E forse vorrà fare come Orban, che ha già promesso il carcere a quanti saranno scoperti a dare una pagnotta a un migrante o a fornire aiuto di vario genere. E’ lo stesso Orban che ha ricevuto Salvini e insieme dal palco arringare la folla sulla necessità di chiudere le frontiere a doppia mandata. Può darsi che alla fine non metta mano alla sua idea, si limiti a qualche azione dimostrativa, e tutto si risolva in pronunciamenti e “grida”senza pratica efficacia. Sta di fatto, però, che il solo dirlo (l’ha detto), da quel momento arruola il nostro Paesi nel non ristretto novero di Paesi dichiaratamente razzisti e xenofobi (Ungheria su tutti, ma non scherzano certo Repubblica Ceca, Austria e Polonia, tutti nell’alveo europeo). Vorremmo essere in tutto d’accordo con loro (M5S e Lega), sino al punto di credere che domani riescano a farci pagare meno tasse e a darci il dovuto in fatto di reddito. Ma questo, pur sempre importante, chiaramente non ci basta, né ci serve, se invece vogliono relegare il Paese nel cono d’ombra fatto di chiusura e intervento securitario. Lo si dice esplicitamente quando si parla di carceri e condanne penali, quando si invoca la legittima difesa e s’intende aumentare l’occupazione tramite corposi innesti di “ronde padane”, distaccandosi dallo stato di diritto. Una “faccia feroce” che il nostro Paese certamente non ha. Ma con le recenti dichiarazioni (sempre Salvini, con i “galeotti” della Tunisia), ne esce un Paese tremebondo, incattivito, che arretra paurosamente sul piano della costruzione democratica. Non ascoltano nemmeno il Papa che su questo problema ha sempre invocato umanità e coraggio. Dritti, invece, verso un’idea fissa che hanno in testa: “ l’Italia agli italiani” e se pure qualcuno entrerà da qualche fronte di guerra, questi dovranno avere – viene aggiunto - il marchio della … denominazione di origine controllata. Dobbiamo riconoscere che è ancora presto per stilare un giudizio definitivo (ma l’esordio resta inquietante) e che le prossime settimane ci diranno qualcosa in più rispetto a quanto prospettato dalla Lega poiché, questo è certo, sul problema immigrazione, la loro scommessa è cambiare il Paese, un Paese che evidentemente mai gli è piaciuto. Considerazione finale: il clou di questo articolo riguarda soprattutto il punto di vista della Lega. Nel tempo tante Leghe: quella nordista che voleva la divisione del Paese, poi quella che ha sempre sputato in faccia ai meridionali chiamandoli colerici (da colera), poi quella che non ne ha voluto mai sapere di contemperare la diversa situazione sociale del Paese, quella che vuole gestire le tasse che versa …all’Italia . Poi, tolta la parola Nord, è sbarcata anche dalle nostre parti ( a Nardò un gazebo per nuove iscrizioni dopo il buon risultato del 4 marzo). E il M5S? E’ d’accordo su questo? E’ stato informato? Ho qualche dubbio in merito, anche sul fatto che il loro contratto sia stato letto e riletto più volte dalle due parti. Come si fa per un libro che si manda in stampa. Guai soprattutto se, per risparmiare, hanno fatto a meno di un correttore di bozze e qualcosa di grande importanza sia sfuggita! Le conseguenze sarebbero gravi e a farne le spese, alla fine, la nostra convivenza. E dover poi notare come in breve tempo sia così peggiorata. 

 Luigi Nanni

(PPN) 8 giu 2018  19:31