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NEWS PPN  
Amb-Ener - Legambiente, I dati di Goletta Verde sul Marine Litter(4)
Roma, 19 ago (Prima Pagina News) I dati ufficiali di Goletta Verde 2017 sonbo a dir poco allarmanti. Ci dicono che oltre alla maladepurazione, tra gli altri nemici del mare ci sono il marine litter e i cambiamento climatici. “Il Mediterraneo- spiegano i vertici di Legambiente- è uno dei mari più minacciati dal marine litter, i rifiuti che galleggiano in mare e quelli spiaggiati, frutto della cattiva gestione a monte, dell’abbandono consapevole e della cattiva depurazione. 

Nel 18% dei punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde è stata riscontrata la presenza di rifiuti da mancata depurazione: assorbenti, blister, salviette ma, soprattutto, di cotton fioc. In 46 spiagge monitorate da Legambiente sono stati trovati quasi 7.000, frutto della cattiva abitudine di buttarli nel wc e dell’insufficienza depurativa”. Non è un caso- aggiungono i volontari di Legambiente- che quest’anno a bordo di Goletta Verde ha viaggiato anche la campagna #NoRifiutinelWc. “Ma a preoccupare è anche la mole dei rifiuti galleggianti che sono solo la punta dell’iceberg rispetto a quelli che giacciono sui fondali.

 Dall’ultima indagine condotta a bordo di Goletta Verde (2016) con 80 ore di osservazione diretta e 950 km monitorati, è emerso che il 96% dei rifiuti galleggianti è plastica. Una densità pari a 58 rifiuti per ogni Km2 di mare con punte di 62 nel Mar Tirreno. Goletta Verde ha trovato buste (16,2%), teli (9,6%), reti e lenze (3,6%), frammenti di polistirolo (3,1%), bottiglie (2,5%)”. 

 Quest’anno l’indagine è stata ripetuta nell’ambito di MEDSEALITTER, progetto europeo finanziato dal programma MED per la cooperazione transnazionale sul bacino del Mediterraneo, per la messa a punto di protocolli condivisi per la mappatura del marine litter ad opera delle AMP nel mar Mediterraneo. Il progetto, capitanato dal Parco delle Cinque Terre, vede coinvolti 11 partner internazionali, tra i quali Legambiente, inclusi enti di ricerca, associazioni ed istituzioni provenienti da 4 paesi europei: Italia, Spagna, Francia e Grecia. I dati dell’indagine 2017 verranno presentati a novembre nell’ambito di Ecomondo. 

E per finire c’è la questione dei cambiamenti climatici e l’aumento delle temperature e della salinità del Mar Mediterraneo che hanno facilitato l’arrivo di specie aliene come pesci tossici, granchi tropicali, alghe infestanti. “Ad oggi sono più di 800 quelle segnalate e di queste circa 600 vivrebbero ormai stabilmente nel Mare Nostrum. Un numero, quello dei ritrovamenti di specie alloctone nel Mediterraneo, che è triplicato dal 1980, mentre è raddoppiato negli altri mari. 


Il tema delle specie invasive è al centro del Life ASAP (Alien Species Awareness Program) il progetto cofinanziato dalla Commissione Europea di cui ISPRA è promotore insieme a Legambiente e altri autorevoli partner, e che si pone l’obiettivo di ridurre il tasso di introduzione di specie aliene invasive e mitigare i loro impatti, aumentando la consapevolezza della cittadinanza italiana”.

 E’ quanto basta per pensare che sia arrivato il momento di rimboccarsi tutti insieme le maniche e lavorare tutti insieme per salvare il mare dalla distruzione totale.Ma è quanto basta anche per dire grazie ai mille volontari di Legambiente che hanno permesso a tutti noi di conoscere meglio e più direttamente i mali del nostro sistema e del nostro mare.(4-Fine) 

Beatrice Nano

(PPN) 19 ago 2017  15:33