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Lz - Roma, incontro alla Sapienza con Romeo Castellucci
Roma, 3 apr (Prima Pagina News) Venerdì 10 aprile, alle ore 17, il regista teatrale Romeo Castellucci sarà il protagonista del seminario “L’Alfabeto” promosso dall’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici in collaborazione con Sapienza, Centro Teatro Ateneo Università di Roma e il Dipartimento di Storia dell’arte e spettacolo. “L’Alfabeto”, ciclo di seminari d’artista, giunto al secondo appuntamento, è un progetto di ricerca proposto da cinque giovani artisti internazionali che hanno studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Lione (ENSBA). Ispirato dal titolo della prima serie di opere di Jannis Kounellis, L'Alfabeto evoca la necessità della trasmissione, intesa come migrazione, geografica ma anche generazionale delle forme e delle idee. Il seminario sarà introdotto da Valentina Valentini, docente presso il dipartimento di Storia dell’arte e spettacolo e direttrice del Centro Teatro Ateneo della Sapienza, Bernhard Rüdiger, professore dell’Accademia di belle arti di Lyon(ENSBA) e dall’artista Anaëlle Vanel coordinatrice del ciclo di seminari “L’Alfabeto”. Al centro dell’incontro seminariale sarà il tema della forma tragica nel nuovo millennio come modo di afferrare il nostro presente, la sua specifica fisionomia per cogliere in esso una peculiare declinazione dei problemi di fondo della condizione umana. Romeo Castellucci, nel 1981, è uno dei fondatori della Società Raffaello Sanzio. Da allora realizza numerosi spettacoli come autore, regista, e creatore delle scene, delle luci, dei suoni e dei costumi. Noto in tutto il mondo, i suoi lavori sono stati rappresentati in più di cinquanta nazioni, come autore di un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale. Ha scritto diversi saggi di teoria della messa in scena. Le sue regie propongono il teatro come arte complessa e ricca di visioni nel quale le linee drammatiche non sono soggette al primato della letteratura nello sforzo della ricerca di un linguaggio universale come per la musica, la scultura, la pittura e l’architettura. Nel 2013 la Biennale di Venezia gli ha conferito il Leone d'oro alla carriera. Il lavoro di Romeo Castellucci rende la presenza dei corpi attiva e ricorda che in questo è l’essenza stessa del teatro. La sua opera colloca l’atto del comunicare in uno stato anteriore al linguaggio, in un luogo del teatro che precede il testo, creando la sensazione di una rappresentazione che precorre il testo da cui è nata l'azione a cui si assiste. Si mette in moto, così, una riflessione sull’origine e la memoria, come se potesse esistere in un certo senso, una posteriorità del principio.

(PPN) 3 apr 2015  17:12