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Lazio - Angelo Mai; Non normale, non rassicurante. Il teatro di Caryl Churchill
Roma, 26 mag (Prima Pagina News) Il 27 e il 28 maggio secondo appuntamento all’Angelo Mai con la rassegna Non normale, non rassicurante, sul teatro della drammaturga inglese contemporanea Caryl Churchill, un progetto a cura della studiosa di Storia del Teatro Inglese Paola Bono, con Accademia degli Artefatti, Bluemotion, Isola Teatro e lacasadargilla. Altrove riconosciuta come drammaturga di prima grandezza, Caryl Churchill rimane in Italia scandalosamente poco nota al grande pubblico, ma apprezzata – verrebbe da dire, appassionatamente – da chi ama, studia, pratica il teatro. Perché – per riprendere il titolo di un suo breve articolo, scritto quando era poco più che ventenne – è un teatro “non normale, non rassicurante”, che pone sempre nuove domande e apre nuove strade; un teatro che vuole essere, ed è, insieme poetico e politico. L’amore del cuore e Caffettiera blu sono i due atti unici del testo Cuore Blu e si incentrano uno sull’attesa e l’altro sull’inganno. In L’amore del cuore una famiglia – i genitori Alice e Brian, la zia Maisie, il fratello Lewis – attende il ritorno dall’Australia della figlia maggiore Susy; in Caffettiera blu un truffatore mente a diverse donne di mezza età fingendo di essere il figlio dato in adozione appena nato. Piccole storie, che una consumata e inventiva manipolazione del linguaggio e della macchina teatrale trasforma in parabole complesse: sulla futilità dell’esistenza, sulle aporie della comunicazione, sulla natura costruita e fragile di un soggetto non più concepibile come unificato e coerente. Le identità dei personaggi si disintegrano insieme alle convenzioni e alle aspettative spettatoriali, in un gioco di “distruzione” che revivifica l’idea stessa di teatro. Paola Bono ha insegnato al Dams dell’Università Roma Tre. Affascinata dalle trasformazioni di storie, temi, figure attraverso diversi mezzi espressivi e attraverso secoli e culture, appassionata di teatro, letteratura e didattica, attiva nel femminismo italiano e internazionale, cerca sempre di tenere insieme i suoi diversi amori. Dunque ha partecipato alla fondazione della Società Italiana delle Letterate, di cui è stata la prima presidente; ha introdotto le riscritture di La tempesta della poeta indiana Suniti Namjoshi (Napoli, 2008); per la rivista DWFdonnawomanfemme, della cui redazione ha fatto parte per molti anni ha curato due numeri monografici su “Mostrare il cambiamento. Donne politica spettacolo” (n. 4, 2005 e n. 1, 2006), e per lo European Journal of Women’s Studies – della cui redazione ha pure fatto parte per quindici anni – un numero su “Spectacular Women” (n. 3, 2004, insieme a Roberta Gandolfi); in Schermi elisabettiani (Roma, 2003) ha raccolto saggi di su alcuni film tratti da drammi del Cinque-Seicento inglese, a firma sua e di ex studenti; con M. Vittoria Tessitore ha scritto un ampio studio alle molte versioni de Il mito di Didone (Milano, 1998). Ha dedicato due libri, uno a sua firma e l'altro a sua cura, alle versioni cinematografiche di testi shakespeariani come film “di genere”: Il Bardo in musical (Spoleto 2009) e Amleto e Macbeth. Sfumature di noir (Spoleto 2012). I testi del “percorso” del 27 e delle mises-en-espaces del 28 maggio sono contenuti in Caryl Churchill, Teatro voll. I e II, Editoria e Spettacolo (collanaPercorsi) a cura di Paola Bono.

(PPN) 26 mag 2015  17:34