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Lazio - Municipio terzo, Papillo: La palazzina della discordia. Abuso o altro ancora?
Roma, 13 lug (Prima Pagina News) Un parco mai realizzato, servizi promessi e mai messi in campo, mentre si continua a costruire con criteri che non favoriscono la vivibilità del quartiere. Succede in una area di Roma fra la Bufalotta e il Gra, tra gli edifici Papillo messi in cantiere da parte della Ns costruzioni. Si parte dall'area verde mai compiuta, quella nella zona di via Guglielmo Petroni, dove il costruttore era stato stato vincolato dal Comune stesso a mettere in piedi un parco pubblico e una serie di servizi per i residenti, in cambio dell'ottenimento della concessione da parte del Comune stesso. Un impegno ancora ad oggi non attuato, con grande frustrazione da parte dei residenti degli edifici del comprensorio, che in molti avevano scelto di abitare in quella zona anche in prospettiva dei servizi che avrebbero dovuto esservi realizzati e che invece risultano ancora ad oggi lettera morta. E così i cittadini residenti nell'area protestano, con alla mano foto e documenti ottenuti – pur con qualche ritardo - al Comune e al Municipio, come risulta a Prima Pagina news da alcune fonti. Protestano innanzitutto perchè nonostante l'assenza della costruzione dei servizi promessi, in quell'area si sta continuando a costruire. E' infatti in cantiere un immobile che risulta, sulla carta, di “volumetria complessiva fuori terra 16.320 mc”: comparto denominato Z2A di Via Guglielmo Petroni. Un edificio la cui destinazione d'uso non prevede la presenza di servizi utili ai residenti. E che risulta anche, dai parametri volumetrici, poco vivibile. Il complesso secondo alcune fonti risulterebbe carente anche dal punto di vista della vivibilità urbanistica: attualmente, la distanza stabilita dal Piano regolatore come necessaria, tra gli edifici esistenti, è sulla carta di circa 30 metri, mentre visionando il progetto è possibile accertare che le distanze fra la palazzina in costruzione e le altre sarebbero molto minori. Inoltre, nonostante il pesante carico urbanistico per il quartiere, con un incremento previsto di 136 abitanti, non sarebbero previsti servizi aggiuntivi. Una carenza grave, se si considera invece che lo stesso piano regolatore vigente di Roma prevede di assegnare ad ogni abitante come minimo 22 mq di servizi pubblici. Quindi per 136 abitanti di cui è previsto l'insediamento una volta conclusa la nuova palazzina, servirebbero circa 3.000 mq di servizi pubblici aggiuntivi, mentre ad oggi dalle carte non risulta alcun tipo di progetti di questo genere. E le stesse fonti segnalano inoltre, che in uno degli appartamenti al piano terra, confinante con il nuovo intervento appaiono delle crepe nella muratura. Un quartiere che sembra tristemente destinato a diventare un dormitorio, come segnalano i suoi residenti, se non si metterà presto mano alle modifiche concordate col Comune. Che nessuno, per ora, sembra avere l'intenzione di realizzare.

(PPN) 13 lug 2015  15:23