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Lazio - Gabrielli, Concorsone. 22 Procedure: "Nostro bando non era 'presa per il naso'"
Roma, 17 set (Prima Pagina News) Il Comitato 22 Procedure per la Giustizia lancia un appello al prefetto Gabrielli: "Egregio Prefetto Gabrielli, apprezziamo che ieri ci sia stata data la possibilità di potere conferire pubblicamente con un importante rappresentante delle istituzioni come lei, che sta svolgendo in questo periodo un lavoro encomiabile e destinato a rimanere uno dei capitoli più importanti della storia di questa città, ma ci sentiamo in dovere di rispondere rispetto a quanto da lei dichiarato ieri pubblicamente. Noi non siamo stati presi per il naso da nessuno. È adesso che ci state prendendo per il naso. Lei che ha di fatto destituito di una fetta dei compiti e dei poteri il Sindaco, si informi. Il nostro bando non era una presa per il naso, ma un bando regolarmente pubblicato su Gazzetta Ufficiale e del tutto confacente all'ordinamento che lei rappresenta rivestendo tra l'altro una carica importante in un momento tragicamente storico della città. Noi abbiamo un diritto soggettivo all’assunzione. Ci rivolgiamo a Lei che rappresenta lo Stato. A Lei che è detentore della legalità del territorio chiediamo di ristabilire le normali procedure di assunzione a Roma Capitale, le quali vengono regolarmente violate a nostro svantaggio e a vantaggio di soggetti di varia natura. In primo luogo, le società partecipate che svolgono funzioni che dovremmo essere noi vincitori di concorso a svolgere, ma anche associazioni a cui, a vario titolo, vengono dati in concessione servizi che dovremmo essere noi ad erogare, avendo noi maturato le competenze e la professionalità necessarie a seguito del concorso. Così facendo viene scavalcata di fatto e raggirata la legalità. È un meccanismo attorno al quale girano molteplici interessi, innanzitutto economici e clientelari e che sono un danno costante alle casse e al bilancio di Roma Capitale. Lei è chiamato a ripristinare la legalità in questa città. In secondo luogo, le riconosciamo la seria e approfondita situazione degli appalti messa al vaglio della trasparenza e della legalità, con risultati che, da cittadini, reputiamo sensazionali, provvidenziali e pieni di carica di determinazione civile da parte dello Stato. Roma è stata definita «porto franco degli appalti» dall' Autorità Nazionale Anticorruzione che ha messo in evidenza il massiccio e indiscriminato ricorso a procedura non a evidenza pubblica per un valore complessivo pari al 43 per cento degli appalti affidati. Un sistema in cui, dietro l’emergenza si sono annidati situazioni di malaffare come l'indagine su Mafia Capitale non ha fatto altro che confermare. Come dichiarato ieri dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone, c’è uno stretto collegamento tra il sistema degli appalti, le procedure negoziate senza gara e le indagini Mafia Capitale, un sistema di illegalità che ha favorito meccanismi corruttivi. Solo per fare un esempio. Perché è stato bandito un appalto lo scorso anno per oltre 20 milioni di euro per servizi informatici quando nei nostri concorsi ci sono ben 129 vincitori della procedura esperti informatici che attendono l’assunzione? Il Servizio Pubblico deve continuare a essere affidato prioritariamente alla Pubblica Amministrazione e non seguire interessi privati, che nulla hanno a che fare, spesso, con l'interesse pubblico. Per ciò che concerne la nostra tragica situazione, noi ci aspettiamo che Lei Prefetto rettifichi la sua posizione, rassicurandoci che anche qui si farà chiarezza. Ci sembra di aver capito inoltre che non siano direttamente Sue le responsabilità circa il personale durante il Giubileo; ci permettiamo di correggerLa poiché spetta a Lei in qualità di responsabile dell'evento l'onere di supervisionare le decisioni altrui e di dare delle indicazioni di carattere generale. In conclusione, apprendiamo da Lei che non sono previsti rafforzamenti del personale (deroghe Lei le ha chiamate), le ribadiamo per iscritto che stiamo parlando di un sottorganico spaventoso (di quasi 10000 unità) e Roma Capitale ha forti difficoltà a erogare i servizi già nell’ordinario, figuriamoci quelli straordinari per un evento internazionale. Se da una parte può essere vero che per il Giubileo non sono previsti rafforzamenti sul personale, dall'altro non è neanche immaginabile un forte indebolimento. Sarebbe un evento che i romani e il mondo intero ricorderebbe a lungo per il disvalore apportato anziché per il valore aggiunto auspicato e auspicabile. Per cui, Prefetto Gabrielli, le rifacciamo la stessa domanda che abbiamo già avuto l'onore di rivolgerle, affinché Lei abbia la possibilità di risponderci in un modo più articolato, cosa che non è potuta avvenire per fattori esterni, quale la copiosa affluenza che è un segno tangibile della fiducia che la cittadinanza ripone in Lei. "Per quanto riguarda l’organizzazione del Giubileo, avete intenzione di prendere in considerazione le graduatorie pubbliche di Roma Capitale al fine di assicurarvi una task force di risorse umane competenti, qualificate e motivate e allo stesso tempo lasciare un segno nella città che rimanga anche oltre la tempistica dell'evento? E quindi, a tal fine, sollecitare quel 100% del turn over che Roma secondo le leggi attualmente in vigore potrebbe permettersi? Oppure vedremo ancora una volta calpestato il nostro diritto soggettivo derivato dalla Costituzione art. 97 c.3 a favore di lavoratori a tempo determinato assunti con procedure né trasparenti né meritocratiche, rischiando così di far fallire un evento internazionale e anche la credibilità di quel processo di rinnovamento che si sta cercando di mettere in campo?".

(PPN) 17 set 2015  14:09