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Lazio - Concorsone Roma, vincitori: "Non si può attuare piano di rientro solo su noi"
Roma, 1 ott (Prima Pagina News) "A seguito degli incontri avvenuti in queste settimane, apprezziamo che sia iniziato un percorso di dialogo con l’amministrazione in vista del piano assunzionale, dopo mesi e mesi di tentativi da parte nostra che hanno avuto come risposta solo silenzio. Forti di questa prerogativa riteniamo, però, inaccettabile che i numeri dei posti previsti nel piano assunzionale 2015 siano delle briciole a confronto sia delle cessazioni effettive, oltre 1700 tra il 2014 e il 2015, e sia dei fondi che si liberano in virtù delle stesse. Il piano di rientro non è un ostacolo alle nostre assunzioni, perché quando fu varato i calcoli furono fatti rispetto alle ipotetiche 500 cessazioni annue. Appare sempre più evidente come le nostre mancate assunzioni siano il frutto di una volontà politica discriminatoria, che punta a umiliare il merito e la competenza di tanti ragazzi". Così in una nota precisa Federica Ragno, portavoce del Comitato 22 Procedure per la Giustizia. "Ad esempio la scelta di assumere per il 2015 prevalentemente maestre, esaurendo di fatto le capacità assunzionali per altri settori, è stata portata avanti da questa amministrazione malgrado le eccezioni sollevate dagli organi di Revisione del Comune. Continuare a dire ai vincitori di concorso che non ci sono i soldi ci sembra veramente stucchevole. Noi domandiamo dove vanno a finire i fondi che si liberano dalle cessazioni ? Stamattina il sindaco Marino si è vantato che la sua amministrazione assume tramite concorso, ci chiediamo perché allora perché non assume noi vincitori di concorso ? Perché si risparmia sulle assunzioni dei vincitori di concorso anziché tagliare drasticamente sulle partecipate o sugli appalti esterni o sulle consulenze? Non vogliamo essere considerati l’unica voce di bilancio su cui si risparmia per rispettare il piano di rientro e soprattutto le nostre assunzioni non sono solo una spesa ma un investimento. Confidiamo anche che l’amministrazione cerchi di rispettare il piano di rientro tagliando le spese che derivano dall’affidamento dei lavori ordinari a società partecipate e dai vari appalti e consulenze esterne. Su questo pretendiamo chiarezza d’intenti prima che economici, soprattutto politici. Il vero risparmio si ottiene assumendo proprio i vincitori di concorso. Esigiamo che queste questioni siano affrontate per il piano assunzionale 2015. Fermo restando che Roma può andare al 100% e noi continueremo a lottare per questo, anche laddove l’amministrazione decidesse di fare una percentuale di turnover pari al 60% nel 2015 e al 80% nel 2016, il calcolo va fatto sulla spesa, ossia sui fondi che si liberano dalle cessazioni e non sulle teste. Ci permettiamo di dire ciò perché i numeri che ci sono stati prospettati non corrispondono. Aspettiamo ovviamente una risposta dall’Amministrazione che si è impegnata a effettuare questa verifica in tal senso. Possibile che un’amministrazione come quella di Roma Capitale, più grande di un Ministero, non sia in grado di applicare il 100% del turnover ed aumentare il numero di assunzioni per il piano assunzionale 2015? Noi vogliamo certezze a partire da quest’anno. Chiediamo inoltre un piano assunzionale equo che rispetti la proporzione tra le procedure tenendo conto dei posti a bando messi a concorso ed il fabbisogno di Roma Capitale. Non può essere fatto il piano di rientro sulla pelle dei vincitori e sui servizi erogati ai cittadini. Inoltre, mentre continua a essere ignorato o comunque non attuato un diritto soggettivo dei vincitori di concorso, vengono date pubblicamente rassicurazioni a chi non vanta nessun tipo di diritto quali sono le educatrici asili nido. Se Roma Capitale assume deve ripartire solo dai vincitori delle 22 procedure. Siamo stanchi come vincitori di concorso, come cittadini e contribuenti di vedere spese folli per contratti con terzi per servizi che spettano alla sola amministrazione interna della Città. Chiunque abbia una minima conoscenza dei costi di gestione di un ente, controllando sull'Albo Pretorio bandi di appalti e delibere di affidamento rimane sconvolto dalle cifre spese e si chiede perché consulenti esterni debbano svolgere mansioni di vigilanza e controllo che sono unica prerogativa dell'Amministrazione. Perché questa resistenza a scegliere la soluzione più efficiente ed economica? Forse fa paura far lavorare qualche centinaio di persone preparate e volenterose? MafiaCapitale si sconfigge solo ed esclusivamente ripartendo dal Concorsone! Infine aggiungiamo che finalmente, dopo mesi e mesi di parole buttate al vento, dalla neo-Giunta Marino si è manifestato un primissimo tentativo di dialogo, da cui potrebbe maturare la certezza della volontà dell'Amministrazione di voler ad un tempo dare un futuro a questa città ed anche premiare il merito, rispettando diritti consolidati di centinaia di persone più o meno giovani, le quali altrimenti darebbero sfogo apertamente al disagio sociale subito, in modo civile come si addice al nostro Comitato, ma molto più duramente che in passato. È una conseguenza e un rischio inevitabili, poiché crediamo che il torto da noi subito ci abbia fatto diventare un simbolo di come si possa essere ad un tempo paradossalmente vittime della PA e la possibile soluzione ai problemi che la caratterizzano più che mai in questi giorni, vale a dire inefficienza e carenza di personale in primis. Attendiamo risposte celeri alla nostra lunga attesa".

(PPN) 1 ott 2015  18:05