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Lazio - Pietro Spirito (dirigente Atac e Pres. Interporto Bologna) a Radio Cusano Campus
Roma, 20 ott (Prima Pagina News) Dopo essere stato chiamato in causa dall’Assessore ai trasporti Stefano Esposito, che lo ha accusato di essere strapagato per il suo impegno part-time in Atac e lo ha criticato per il suo doppio incarico, Pietro Spirito (dirigente Atac e Pres. Interporto di Bologna) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ecg Regione”, condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it). “Ciascuno ha la sua storia professionale –ha affermato Spirito-, il mio curriculum è visibile sul sito di Atac. Sono 25 anni che mi occupo di trasporti, la mia carriera è trasparente, le mie competenze sono sotto la luce del sole. L’idea di essere giudicato incompetente significa non aver letto neanche il mio curriculum. Esposito dice che lavoro per Atac solo un giorno a settimana? Non è esatto. Io ho un contratto a tempo determinato con Atac, che fortunatamente scade a febbraio 2016. In questi 5 anni in Atac è come essere stato in trincea nel Vietnam. Purtroppo queste aziende, come ha detto Raffaele Cantone, sono state saccheggiate dalla politica e io da professionista mi sono trovato dentro questo sistema, che ho combattuto con tutte le mie energie. Essendo il mio contratto in scadenza a febbraio 2016, ho presentato domanda con bando pubblico all’Interporto di Bologna e sono stato selezionato come Presidente. Ho presentato le mie dimissioni all’allora Presidente di Atac Micheli, che mi ha chiesto di restare part-time fino alla fine del mio contratto”. “Da un lato –ha proseguito Spirito- sono sereno del lavoro che ho svolto nell’interesse dall’azienda, con grande abnegazione, contrastato un disegno di occupazione dell’azienda da parte del sindacato e della politica. Sono d’accordo con Cantone sul fatto che il Paese cambierà quando le Municipalizzate torneranno a fare servizi pubblici e non affari per la politica e per il sindacato. Quando avrò finito la mia esperienza, racconterò da cittadino tutto quello che ho visto in un’azienda occupata dal sindacato e dalla politica. L’Ass. Esposito ha dichiarato che l’azienda non risponde alla politica, io non sono di quelli che risponde al telefono alla politica. L’azionista deve fare la strategia e definirla, la gestione la fa il managment, la politica non può fare la gestione. Qua il problema è che ognuno fa il mestiere dell’altro, questa è una cosa che non va bene. I dirigenti hanno le loro responsabilità però vorremmo essere chiamati sulle nostre responsabilità e vorremmo che anche gli altri fossero chiamati sulle loro responsabilità. C’è un sistema che va messo in discussione e c’è una governance delle imprese pubbliche che è sbagliata. Entrare a gamba tesa nella gestione da parte dell’azionista è un errore gravissimo”. “Esposito dice che abbiamo festeggiato dopo le dimissioni di Marino? Noi a via Prenestina non festeggiamo, perché lavoriamo –ha affermato Spirito-. Io personalmente festeggio quando vince il Napoli”.

(PPN) 20 ott 2015  12:42