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Lazio - Roma, Concorsone: vincitori di concorso contro nuovo annuncio Franceschini
Roma, 22 ott (Prima Pagina News) Il 15 ottobre u.s. il Ministro dei beni, delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini annuncia su facebook un concorso straordinario per 500 tecnici – funzionari bibliotecari, archeologi, storici dell’arte, esperti di promozione e comunicazione etc. – per far fronte alle carenze di organico del Ministero, gravose e sempre più insostenibili. Nei giorni immediatamente a seguire si apprende inoltre, dalla carta stampata, della volontà del Ministro di assumere per il Giubileo 100 assistenti alla vigilanza tramite Ales spa, la società in house del Mibact. Belle notizie? Fino ad un certo punto. Un concorso pubblico per 500 posti, con decine di migliaia di partecipanti, ha un costo altissimo e tempi lunghi (in media due/tre anni nonostante il Ministro abbia coraggiosamente ridotto le tempistiche ad uno solo). Inoltre il personale selezionato da Ales spa, che viene impiegato nell’ambito pubblico, costa allo Stato circa il doppio di un proprio dipendente e la stessa procedura selettiva per 100 addetti alla vigilanza avrebbe un costo notevole per la partecipata che, in quanto tale, impiega soldi pubblici. Ma l’immissione di nuovo personale, più giovane e professionalizzato, è indifferibile... La soluzione esiste, è a costo zero, è giusta e doverosa: condividere le graduatorie vigenti di concorsi conclusi che prevedono le stesse figure professionali. Amplissimo è il contesto legislativo che non soltanto rende possibile la condivisione ma che, anzi, spinge le amministrazioni pubbliche a farne uso. Per questioni di economicità e serietà. Anche la riforma della PA, Legge 124/2015, all’Art. 17 pone in rilievo la necessità di varare, tramite decreti delegati attuativi, l’“introduzione di norme transitorie finalizzate all’assunzione di vincitori di concorso”, oltre 4.000 in Italia. Proprio il giorno precedente all’annuncio del Ministro, la Commissione Cultura della Camera dei Deputati ha riconfermato in un proprio parere al Decreto Legge Colosseo che “la consapevolezza legislativa dell’importanza economica e occupazionale dei beni culturali medesimi [...], anche ai fini dell’impiego delle enormi competenze accumulate dai giovani, che hanno anche superato concorsi, in seguito ai quali – tuttavia – non sono stati ancora assunti [...] quindi, si apre la possibilità per lo Stato e per gli enti territoriali di attingere – ai sensi delle disposizioni vigenti – alle graduatorie aperte dei concorsi”. In sostanza, condividere le graduatorie di concorsi conclusi che prevedono le stesse figure professionali. Perché uno Stato che indice un concorso pubblico e poi lascia “appesi” i partecipanti senza assumerli non soltanto è ingiusto, ma è anche irresponsabile. Allontana i vincitori, e le loro famiglie, da qualunque fiducia nell’amministrazione e, in un momento di crisi come questo, nel futuro. Da ormai due anni i vincitori del cosiddetto Concorsone (22 procedure selettive pubbliche di Roma Capitale bandite nel 2010, espletate e concluse nel 2014) - alla luce di un piano assunzionale triennale capitolino che ha previsto, sui 1995 vincitori complessivi, solo 242 e 74 assunzioni rispettivamente per il 2014 e per il 2015, tralasciando le insegnanti - hanno avviato con l’amministrazione Mibact un proficuo dialogo per favorire la condivisione di proprie graduatorie di interesse del Ministero: una possibilità unica per soddisfare il fabbisogno immediato di personale del Mibact, per garantire l’assunzione di coloro che hanno legittimamente vinto un concorso pubblico e per... applicare le leggi! Alla luce quindi dei dialoghi intercorsi tra l’amministrazione ministeriale e i vincitori del Concorsone nonché del quadro normativo vigente, si considera gravissima la scelta politica del Ministro di bandire un nuovo concorso pubblico per 500 tecnici e, se si confermano le indiscrezioni emerse sulla stampa, di autorizzare Ales spa alla selezione di 100 addetti alla vigilanza essendo, nel primo caso per la quasi totalità e nel secondo caso integralmente, le figure professionali richieste già comprese tra quelle condivisibili del Concorsone. Le relative graduatorie sono già inserite nel monitoraggio telematico avviato dal Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in applicazione dell’Art. 4, comma 5, del Decreto Legge 101/2013, convertito con modificazioni dalla Legge 125/2013, strumento atto anche a favorire la condivisione di graduatorie vigenti da parte di diverse amministrazioni pubbliche. Non condividere le graduatorie del Concorsone impegnerà risorse che potevano essere investite in maniera più proficua, eludendo i criteri, sanciti dalla nostra Costituzione, di efficienza, efficacia ed economicità della pubblica amministrazione; allo stesso tempo tale scelta costituirà per i cittadini l’ennesima presa in giro da parte dei propri governanti perché le leggi in Italia, proprio quelle che potrebbero sanare le ingiustizie, vengono approvate ma mai applicate. I vincitori del Concorsone di Roma Capitale – assunti in quantità misere – hanno le professionalità necessarie e vantano allo stesso tempo un diritto soggettivo, cioè il diritto avente forza di legge, per essere assunti e risolvere le carenze di organico del Ministero. A costo zero. Mettendo la propria professionalità al servizio dell’amministrazione pubblica. Dando attuazione all'art. 97 della Costituzione e sanando un’ingiustizia. Questa è la Politica. Quella che risolve le necessità, sana i torti, rilancia il Paese e la Speranza.

(PPN) 22 ott 2015  16:44