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Lazio - Roma, Sandro Joyeux torna all'Angelo Mai
Roma, 3 nov (Prima Pagina News) Sandro Joyeux, una delle sorprese del concertone del Primo Maggio 2015 a Piazza San Giovanni, dopo più di cinquanta concerti in tutta Italia torna sul palco a lui caro dell’Angelo Mai per chiudere in bellezza il suo “Elmando Tour 2015”. INGRESSO 6 Euro info: www.angelomai.org Ore 22:30 Sandro Joyeux Sandro Joyeux: voce e chitarra Inoussa Dembele: percussioni Mauro Romano: basso Antonio Ragosta: chitarra elettrica Francesco Del Prete: batteria Sandro Joyeux è stato una delle sorprese del concerto del Primo Maggio 2015 a Piazza San Giovanni come testimonia lo speciale andato in onda sul tg1 a cura di Vincenzo Mollica, Ernesto Assante nel suo blogautore, il live report di Rockol e J-Ax dal suo twitter. Il primo maggio è uscito anche il nuovo video del singolo "Elmando", attualmente in concorso nei più prestigiosi festival di animazione nel mondo, che gode del patrocinio dell' Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). A giugno, per la Giornata Mondiale del Rifugiato, l’artista francese, autentico beniamino dei migranti che attraversano la penisola, è stato protagonista di un tour molto speciale: Il 16 ha tenuto un concerto nel CARA di Castelnuovo di Porto (RM) di fronte a più di 900 migranti, il 19 a Viterbo per lo SPRAR per l’evento Estasiarci, il 20 a Firenze al fianco di artisti come Elisa, Brunori Sas, Bandabardò, Piero Pelù e altri, per il World Refugee Day Live promosso dal UNHCR. Ad Agosto è tornato nei campi a suonare per i migranti africani impegnati nell'agricoltura per il Fuori dal Ghetto Tour promosso da MEDU (medici per i diritti umani). A fine Settembre ha partecipato insieme ad artisti come Carmen Consoli, Nada, Fabrizio Bosso e altri a #Namaskar4Nepal, serata organizzata da Asia onlus allo scopo di raccogliere i fondi per la costruzione di una scuola in Nepal. Sandro Joyeux è pronto a conquistare nuovi pubblici, a farli ballare e cantare a squarciagola. I suoi live sono un’iniezione di pura energia e allegria, viaggi attraverso i ritmi del deserto e le strade polverose del West Africa, tra banlieues parigine e il reggae dei ghetti giamaicani. Un’ora e mezza di spettacolo per un repertorio che spazia dai brani originali alle rivisitazioni di classici e tradizionali africani. Canta in francese, inglese, arabo e in diversi dialetti africani come il Wolof, il Bambarà e il Susù. Alla maniera dei Griot ammalia il pubblico attraverso i suoi suggestivi racconti di viaggio o le storie e leggende legate alle canzoni. Che sia solo o con la band, il risultato è sempre lo stesso, non puoi fare a meno di muoverti.

(PPN) 3 nov 2015  15:42