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Lazio - Vincitori, Concorsone Roma: "Sempre più nomine politiche e noi restiamo a casa"
Roma, 18 gen (Prima Pagina News) «Ancora una volta siamo costretti a scendere in piazza per fare sentire la nostra voce e rivendicare i nostri diritti. Per questo domani, martedì 19 gennaio, saremo in Campidoglio a partire dalle 9:30, per un sit-in mentre una nostra delegazione incontrerà Iolanda Rolli, sub commissario di Roma Capitale con delega al personale, per discutere innanzitutto delle mancate assunzioni del 2015, della programmazione delle assunzioni del prossimo triennio e delle procedure ancora bloccate». A parlare è Federica Ragno, portavoce del Comitato 22 Procedure per la Giustizia che rappresenta vincitori e idonei del cosiddetto “Concorsone” partito nel lontano 2010 e che lascia ancora a casa, dopo 6 anni, centinaia di vincitori e idonei. «Contro di noi, e in generale contro il pubblico impiego, sembra in atto una vera persecuzione. È ormai prassi, anche di questa amministrazione commissariale, procedere a nomine politiche invece che ad assunzioni di vincitori di concorso, in barba a ogni regola costituzionale. Ultimo esempio, la nomina da parte del commissario Tronca di componenti dello staff comunicazione quando c’è una graduatoria con 50 funzionari di comunicazione che attendono l’assunzione. Una prassi, quella di bypassare le procedure pubbliche, che ha caratterizzato le ultime due amministrazioni. E mentre i dipendenti capitolini vedono negarsi il diritto al salario accessorio e i vincitori del Concorsone quello all’assunzione – continua Federica Ragno - esiste nell’amministrazione capitolina una categoria di lavoratori che invece continua indisturbata a mantenere diritti e privilegi: i dipendenti delle società partecipate di Roma Capitale, in primis Zètema, la società in house 100% comunale finita nell'occhio del ciclone della relazione dell’Anticorruzione di Cantone per i suoi diversi e ingiustificati affidamenti diretti. Nonostante si tratti di un dossier consegnato al procuratore della Repubblica Pignatone, un Prefetto dello Stato, il Commissario Paolo Tronca, nel Documento Unico di Programmazione di Roma Capitale 2016-18 ipotizza per Zètema addirittura una crescita di funzioni, col possibile accorpamento in Zètema dell’Azienda Speciale Palaexpò e dell’Istituzione Biblioteche di Roma. Una fusione che, ancora una volta, va a ledere le legittime aspirazioni ad esempio dei vincitori del Concorsone per i profili culturali. Oltre a essere l’ennesimo schiaffo ai principi costituzionali di efficienza, efficacia ed economicità della pubblica amministrazione è un ulteriore no dell’attuale politica a una gestione del servizio pubblico internalizzata, che ricorra cioè ai dipendenti comunali entrati legittimamente per concorso pubblico, dipendenti che al momento risultano in minoranza in diversi luoghi della cultura con un rapporto di 5 a 1 tra personale Zètema e personale comunale, senza contare che un dipendente Zètema costa circa il 23% in più di un comunale». «Un palese accanimento nei nostri confronti è contenuto anche nell’emendamento presentato in Parlamento da Causi e Fassina, con cui si vuole destinare ai fondi per il salario accessorio i risparmi derivanti dalla temporanea rinuncia alle nostre assunzioni da Roma Capitale che ci ha lasciati a casa per il 2015. Ferma restando la nostra solidarietà ai dipendenti, perché la loro battaglia è anche la nostra, ci chiediamo che nesso logico ci sia tra il problema del salario accessorio e il blocco del turn over e le nostre mancate assunzioni. Qui la sensazione è che siamo sempre noi a pagare gli errori di una classe politica incapace e corrotta. E molto più di una sensazione è ormai l’accanimento nei nostri confronti, colpevoli probabilmente, agli occhi di una parte politica, di avere vinto un concorso bandito dalla precedente amministrazione, questo in palese contrasto con le più basilari norme di democrazia e continuità dell'azione amministrativa».

(PPN) 18 gen 2016  15:54