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mar, 12 dic  2017 
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NEWS PPN  
Lazio - ENIT, Gian Marco Centinaio (Lega Nord), Uno sfascio istituzionale senza precedenti
Roma, 7 dic (Prima Pagina News) La presa di posizione della Lega Nord contro l’attuale gestione dell’ENIT, l’Ente Nazionale per il Turismo, diventa sempre più incalzante, ma anche dura e pesante: “A due anni dalla trasformazione dell’Enit, voluta dal ministro Dario Franceschini per dotare l'Italia di una agenzia capace di promuovere l'Italia nei mercati del turismo mondiale, su Enit sono più le ombre che le luci: l'operatività è insufficiente, non c'è trasparenza gestionale e non è dato sapere se ed in che modo il Mibact eserciti l'attività di vigilanza prevista”. Non le manda a dire le cose che pensa Gian Marco Centinaio, instancabile capogruppo al Senato della Lega Nord, che da mesi è impegnato in una attività di pressing politico-istituzionale teso a fare definitivamente luce sul nuovo corso di Ente Nazionale per il Turismo. “Da troppo tempo- puntualizza l'esponente politico- Enit appare completamente avulsa da un disegno strategico e sistemico di promozione turistica nel quale l'ente stesso dovrebbe esercitare il ruolo di regista operativo, con l'aggravante che il bilancio dello Stato ha destinato all'ente quasi 90 milioni di euro per il triennio 2016-2018”. A giudizio del Capo Gruppo della Lega Nord al Senato “Il turismo, proprio in quanto comparto economico, non può che essere approcciato in termini di filiera industriale, con l'obiettivo di alzare il livello di competitività e attrattività dei territori e di favorire una necessaria interazione tra soggetti pubblici e privati che a vario titolo operano nell'ambito della filiera stessa: per fare ciò servono una catena decisionale chiara e strumenti operativi funzionanti, mai i fatti dimostrano l'inadeguatezza di Mibact, in quanto struttura di indirizzo della catena, e di Enit, nella sua qualità di attore principe della promozione”. Da qui la spiegazione chiara del perché del suo intervento a piede teso: “Un quadro, questo- puntualizza Gian Marco Centianio -che mi ha spinto, innanzitutto, ad avviare un percorso di verifica gestionale, economica e finanziaria su Enit, che ha dovuto fare i conti atteggiamenti ingiustificativamente dilatori ed omissivi da parte sia della stessa Enit che della Direzione Generale Turismo del Mibact, a cui spetta l'esercizio della funzione di indirizzo e vigilanza sull'ente di via Marghera”. Il termine usato da Gian Marco Centinaio è quasi sprezzante nei riguardi della gestione complessiva di Enit, lui parla infatti di un vero e proprio “Stipendificio”: “Le parziali informazioni raccolte- sottolinea con durezza il giovane leader leghista- da un lato non hanno consentito di effettuare la sperata analisi economico-finanziaria e sull'attuazione ed i risultati delle azioni e dei pochi progetti messi in campo, dall'altro lato hanno però permesso di evidenziare come Enit non abbia posto in essere attività operative strategiche per il turismo e continui ad essere nulla di più che uno stipendificio, gestendo attività che tranquillamente potrebbe svolte da una media società di comunicazione a costi pari ad un ventesimo dei costi complessivi sostenuti da Enit”. Poi aggiunge ancora: “In tutto ciò, è grave che sia il Capo di Gabinetto del Ministro Franceschini, Gianpaolo D'Andrea, sia il Direttore Generale del Turismo del Mibact, Francesco Palumbo, non abbiano mai chiesto ai vertici di Enit una inversione di rotta, di fatto avallando una navigazione a vista, pagata peraltro salatamente da tutti noi”. Ma allora cosa fare? «Questa preoccupante situazione- a giudizio di Gian Marco Centinaio- richiede un intervento tempestivo delle Autorità preposte al fine di ristabilire le condizioni minime di trasparenza amministrativa e di vigilanza: per questo motivo intendo attivare da subito tutti gli strumenti previsti dalla legge per garantire una necessaria e trasparente verifica gestionale di ENIT e per accertare la reale capacità del Ministero ad esercitare le funzioni di indirizzo e vigilanza su ENIT stessa”. Il prossimo passo? Nessuno ancora ne parla, ma pare di capire, che basta davvero molto poco per decidere, alla fine, un ricorso formale e diretto questa volta alla Corte dei Conti.

(PPN) 7 dic 2017  23:26