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Lazio - 80 anni dalle leggi razziali, in teatro arriva Il Processo all'Auditorium
Roma, 12 gen (Prima Pagina News) Lo spettacolo, a cura di Viviana Kasam e Marilena Francese - che da 5 anni curano per l’UCEI l’evento istituzionale per il Giorno della Memoria – e in collaborazione con Elisa Greco, autrice del format I processi alla Storia, si terrà il 18 gennaio 2018 alle ore 20.30 all’Auditorium Parco della Musica di Roma.Il Processo parte dalla figura di re Vittorio Emanuele III – che firmò le “Leggi per la difesa della razza” promulgandole - per radicare una presa di coscienza e approfondire le responsabilità delle Istituzioni e della società civile di una delle pagine più deplorevoli della nostra storia recente. L’evento sarà introdotto dalle note della violinista Francesca Dego che, accompagnata al pianoforte da Francesca Leonardi e in collaborazione con il CIDIM, presenterà in prima mondiale assoluta la “Ballata” di Mario Castelnuovo-Tedesco, grande compositore amato da Toscanini e Heifetz e costretto ad emigrare negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali, di cui ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario della morte. Sarà presente in sala la famiglia del compositore, giunta appositamente dagli Stati Uniti.L’evento è curato per la parte processuale da Elisa Greco, autrice del format sui Processi alla Storia, su un progetto di Viviana Kasam e Marilena Citelli Francese, che da 5 anni ideano e realizzano per l’UCEI l’evento istituzionale per il Giorno della Memoria, e sarà ripreso da Rai5 e trasmesso da Rai Storia in prima serata alle ore 21.15 del 27 gennaio 2018, in occasione del Giorno della Memoria, all’interno di un documentario realizzato da Bruna Bertani. Il Processo sarà introdotto dalle note della violinista Francesca Dego che, accompagnata al pianoforte da Francesca Leonardi presenterà in prima mondiale assoluta la Ballata di Mario Castelnuovo-Tedesco, grande compositore amato da Toscanini e Heifetz e costretto ad emigrare negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali, di cui ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario della morte. Sarà presente in sala la famiglia del compositore, giunta appositamente dagli Stati Uniti. Il Processo Un processo in forma teatrale, con colpi di scena, testimonianze del dolore di quegli anni ed un finale tutt’altro che scontato. Sul banco degli imputati Umberto Ambrosoli si “autodifende” interpretando Re Vittorio Emanuele III che firmò i decreti, promulgando così le leggi razziali; il Pubblico Ministero è Marco De Paolis, Procuratore militare di Roma; Giorgio Sacerdoti, Presidente del CDEC, il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, è l’avvocato di Parte Civile; la Corte è composta da Paola Severino, Rettore e Professore Luiss, nel ruolo di Presidente, da Rosario Spina Consigliere del C.S.M. e da Giuseppe Ayala, già parlamentare, magistrato e Pubblico Ministero nei processi contro la mafia. Tra l’esposizione dei capi d’accusa, le arringhe e l’autodifesa del Re, non possono mancare le dolorose ed emozionati testimonianze della parte colpita dall’abominio delle leggi razziali. Tra queste: Piera Levi Montalcini nelle cui parole rivivrà la sofferenza della zia, il premio Nobel Rita Levi Montalcini, simbolo dello smacco alla comunità scientifica e alla ricerca italiana per la fuga di menti eccelse, tra cui tre futuri Premi Nobel e l’intera scuola di Via Panisperna. Federico Carli racconterà la storia di suo nonno, Guido Carli, che rifiutò di pubblicare la propria tesi di laurea per rispetto del suo professore ebreo, e dovette così rinunciare ad una promettente carriera universitaria. Anita Garibaldi, bisnipote dell’eroe dei Due Mondi, ricorderà come suo padre, il parlamentare Ezio Garibaldi, rifiutò di firmare le leggi razziali e schiaffeggiò Farinacci. Carla Perugia Della Rocca racconterà l’odissea vissuta da bambina insieme alla sua famiglia. La giovane Morgane Kendregan leggerà una lettera che le inviò il nonno, Elio Cittone, per raccontarle la sua odissea. Testimoni dell’accusa, il giornalista e saggista Lorenzo Del Boca, autore di “Maledetti Savoia” (Piemme) e l’economista Enrico Giovannini che spiegherà la ricaduta economica che le leggi razziali ebbero sul nostro Paese mentre gli interventi degli avvocati Matias Manco e Giovanni Rucellai illustreranno le ragioni della difesa. A chiudere la serata, dopo le considerazioni della Corte, il direttore de La Stampa Maurizio Molinari parlerà di come nel dopoguerra l’Italia scelse di voltare pagina senza pur tuttavia esaminare la propria coscienza collettiva, gli errori e gli orrori commessi e anzi, a volte, promuovendo ai più alti vertici della carriera professori, magistrati, politici che avevano collaborato alla stesura e all’applicazione delle leggi razziali. Il Processo diventa così un processo ad una parte dell’Italia e della sua società civile che, discriminando un gruppo di propri cittadini, gli italiani di religione ebraica, arrivò a emarginarli, opprimerli, fino a dichiararli nemici della Patria, agevolandone la deportazione verso i campi di concentramento e di sterminio negli anni che seguirono.

(PPN) 12 gen 2018  13:30