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Tur - Turismo: Country House Le Torri di Porsenna l’Eden del ristoro e del benessere
Roma, 11 lug (Prima Pagina News) di Giancarlo Elia Valori (*)    La storia è anche intessuta di aneddoti dai quali spesso si ricavano i motivi di fondo dell’epoca, del costume, delle tradizioni e delle peculiarità che caratterizzano l’habitat e il modus vivendi d’una comunità. E gli aneddoti sono e saranno il sale dell’avidità conoscitiva dell’uomo e non soltanto dello studioso. Eccone uno esilarante: il XIV Giubileo del 1650, con Papa Innocenzo X regnante; per l’attesissimo avvenimento era stato delegato ad aprire la “Porta Santa” il cardinale Alderano Cybo-Malaspina. Imperava, a quel tempo, a Roma, anche per l’avvenente grazia femminile, la potentissima donna Olimpia Maidalchini, soprannominata Pimpaccia che, in particolare, nella Chiesa fruiva d’un posto regale perché consorte del defunto fratello del papa, donde la sua incidenza anche sul potere decisionale. Il cardinale Alderano Cybo-Malaspina purtroppo ritardava. In assenza di radio, televisioni, giornali e perfino “tam-tam”, le notizie beneficiavano del “passaparola” che avevano almeno due handicap: arrivavano al destinatario sistematicamente in considerevole ritardo. Inoltre, creavano stati di perplessità, di sospetto e, talvolta, anche d’allarme non potendo spiegare su due piedi il perché dell’impunità. Nessuno, quindi, era in grado di sciogliere il nodo. Qualcuno addirittura aveva avanzato l’ipotesi dell’agguato. Del grave ritardo del porporato approfittò la sempre accorta donna olimpia che, prendendo, more solito, la palla al balzo giusto, fece nominare sul campo il nipotino prediletto, diciasettenne appena, cardinale di Santa Romana Chiesa e risolse, così, il problema con tanto di benedizione e gratitudine del Romano Pontefice! E l’eminentissimo cardinale Alderano Cybo-Malaspina? Si trovò di fronte al fatto compiuto e dovette arrendersi all’evidenza dei fatti. Il cronista annotò che non se la prese e che anzi ringraziò Iddio d’avergli tolto dal cuore la sofferenza per le conseguenze – che, ovviamente, considerava insanabili e gravi – evitate per la provvidenziale soluzione di donna Olimpia che, fortunata oltre misura, ebbe anche il privilegio del ringraziamento dell’eminente porporato sostituito dal diciasettenne confratellino. Il perché del ritardo merita, anzi reclama, una spiegazione e una giustificazione. Giunto in carrozza con sei cavalli alla periferia del versante occidentale del famosissimo Trasimeno, il bacino perugino, nelle vicinanze dell’antica Via Flaminia – oggi contrassegnata dal civico 46: Località Giorgi in Petrignano del Lago, Frazione di Castiglion del Lago – notò, l’illustre porporato, una vegetazione suggestiva, ubriacante, un’oasi naturalistica di verde e di pace, con al centro un incantevole complesso religioso: il monastero di San Secondo, affidato alle cure di un priore e di quattro dinamici e poliedrici monaci olivetani, ambientalisti ante litteram. L’accoglienza fu eccezionale e irresistibile. Il priore che pare si chiamasse padre Daniele, in un batter d’occhio, organizzò uno di quei pranzi che, di solito, i bongustai definiscono luculliani. Si mangiò abbondantemente e si consumarono fiumi di vino di produzione del monastero. Tra un coscione di capretto e un calice di vino, il cardinale cominciò ad avvertire un certo formicolio agli occhi e Morfeo preannunciava l’imminenza d’un sonno profondo e, in fin dei conti, anche meritato. Se ne accorse il priore e fece subito preparare un letto in piume d’oca con tanto di baldacchino roso-porpora. Nessuno è in grado di sapere per quante ore di seguito russò e dormì l’insigne porporato. Ma tutti sanno, per grazia ricevuta e per testimonianza diretta d’un principe della Chiesa che, da quel giorno in poi, sulle vestigia dell’originario monastero è stata realizzata un bellissima struttura ricettiva, che conserva intatta la sua architettura d’epoca sobriamente ed elegantemente destinata ora all’accoglienza e al benessere dei numerosi ospiti. Quella traccia storica porta subito l’attenzione verso l’antico refettorio – tanto caro al cardinale Alderano Cybo-Malaspina – dove vi è ora uno dei più rinomati ristoranti della regione, ubicato all’interno dell’incantevole complesso Country House “Le Torri di Porsenna”. Una tappa che rimane, incancellabile, nella memoria storica e, in particolare, nelle “papille” gustative e che diventa, d’incanto, nostalgia struggente. Qui l’Arte Culinaria (da scrivere con le inziali maiuscole) ha la magia del mistero da sciogliere? Non solo! Ma continua con tutto il suo splendore e il suo fascino a riproporsi come “Oasi” di relax, nonché di piacere gestito, con moderno poliedrismo, da Bruno e Marisella, imprenditori geniali e intelligenti che diventano, a primo acchito, irresistibilmente simpatici e ospitali. Le “proposte”, poi fanno il resto. E il miracolo – come accadde per l’illustre porporato – si compie. Inevitabilmente. Il “mistero” attrattivo di questo incantevole Country House – immerso nel verde d’una natura incantevole e incontaminata, dove si avverte spontaneamente anche il desiderio di rilassarsi, ristorarsi e inebriarsi di aromi e sapori, unici più che rari – sta anche nella realtà consolidata del “coinvolgimento”. Non solo! L’ambiente, il servizio, la pulizia, l’accoglienza, il costo, sono ingredienti al superlativo assoluto. Tra cui l’alta professionalità del personale, evidenziata magistralmente dall’esempio quotidiano della bravissima cuoca Mary, alla quale va riconosciuta la capacità di coinvolgere la clientela nella “curiosità infrenabile” di assaporare le “proposte gastronomiche” che Ella promuove e impone nella certezza psicologica dell’applauso a scena aperta. Solo questo angolo suggestivo del Trasimeno è in grado di dare all’anima il brivido dell’immenso nel gioco di vertiginose immagini scolpite sulla roccia mai erosa del Passato con proiezioni nel tempo avvenire. Un luogo che, a conferma delle lodi del cardinale Alderano Cybo-Malaspina, è un vero dono di Dio. Un’Oasi di pace, dunque, dove lo spirito respira in estasi il fascino di variegate immagini che si intrecciano e si intersecano armoniosamente per ritrovarsi unite e compatte nel mistero d’una luce soffusa, mai accecante, nella magia di antiche civiltà intessute di aneddoti avvincenti che ne vitalizzano il tessuto storico. In conclusione la Country House “Le Torri di Porsenna” è come una suggestiva finestra spalancata sull’infinito: uno spettacolo unico nel quale si confondono le idee e tutto diventa misterioso: come il significativo aneddoto del cardinale Alderano Cybo-Malaspina che, in questo angolo di cielo, è sorriso di Dio. (*) Presidente della merchant bank “La centrale Finanziaria Generale S.p.A.” Presidente della “Cattedra sugli studi della pace, la sicurezza e lo sviluppo internazionale presso la Facoltà di relazioni internazionali della Peking University, nonché “professore straordinario” di economia e politica internazionale nello stesso Ateneo Honorable dell’Académie des Sciences dell’Institut de France.

(PPN) 11 lug 2015  11:22