A Marta Cartabia Presidente della Corte Costituzionale il “ Premio Giovanni Spadolini”, una donna icona del Paese

La Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia riceverà stasera a Castiglioncello il prestigioso Premio Speciale Cultura Politica, intitolato a Giovanni Spadolini ex direttore del "Corriere della Sera", leader del partito repubblicano ed ex Presidente del Consiglio. Il 13 settembre la professoressa Cartabia lascerà l'alto incarico alla Consulta assieme al Vice Presidente Aldo Carosi per scadenza del mandato novennale di giudice costituzionale. Potrebbe esserci un valzer di nomine anche alla Corte dei Conti.

di Pierluigi Roesler Franz
Sabato 29 Agosto 2020
Castiglioncello (Li) - 29 ago 2020 (Prima Pagina News)

La Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia riceverà stasera a Castiglioncello il prestigioso Premio Speciale Cultura Politica, intitolato a Giovanni Spadolini ex direttore del "Corriere della Sera", leader del partito repubblicano ed ex Presidente del Consiglio. Il 13 settembre la professoressa Cartabia lascerà l'alto incarico alla Consulta assieme al Vice Presidente Aldo Carosi per scadenza del mandato novennale di giudice costituzionale. Potrebbe esserci un valzer di nomine anche alla Corte dei Conti.

La Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, lombarda, 57 anni, riceverà stasera al Castello Pasquini di Castiglioncello il prestigioso Premio Speciale Cultura Politica, intitolato a Giovanni Spadolini (1925-1994),ex direttore del "Corriere della Sera",leader del partito repubblicano ed ex Presidente del Consiglio (il primo non dc nella storia della Repubblica). Il Premio, che é giunto alla 15esima edizione e che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, le sarà consegnato dal sindaco di Rosignano Marittimo Daniele Donati e da Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione "Spadolini Nuova Antologia". La motivazione del Premio ricorda che Marta Cartabia è stata la “prima donna nella storia a guidare la Consulta. Il suo esempio dimostra che è possibile sfondare il ‘soffitto di cristallo’ che spesso blocca le donne competenti sulla soglia della stanza del potere, ma è anche la testimonianza che con intelligenza, impegno, passione e competenza si può incidere sulla realtà che ci circonda. Sono i valori di ‘quella certa idea dell’Italia’ cara a Spadolini e la motivazione più profonda per questo riconoscimento“. Dopo la consegna del Premio il giornalista Paolo Mieli, ex direttore del "Corriere della Sera" e de "La Stampa", intervisterà la professoressa Cartabia nell’ambito della rassegna "La forza delle idee"’. "L’Italia in Europa", che è il titolo di uno dei suoi libri, è anche la sintesi del suo percorso culturale basato sul confronto e sull'integrazione tra i diversi ordinamenti: dalla laurea alla Statale di Milano, relatore Valerio Onida, con la tesi "Esiste un diritto costituzionale europeo?", al dottorato in quel laboratorio di identità continentale che l'Istituto universitario europeo alla Badia fiesolana e poi i soggiorni negli Stati Uniti e la collaborazione con i maggiori centri di ricerca stranieri. All'impegno accademico si è aggiunta per Marta Cartabia la nomina nel settembre 2011 - da parte del Capo dello Stato Giorgio Napolitano - a giudice della Corte Costituzionale dove, dopo 5 anni di vicepresidenza, è stata eletta presidente l’11 dicembre dello scorso anno. Ma dovrà lasciare l’alto incarico il 13 settembre prossimo in concomitanza con la scadenza del suo mandato novennale di giudice della Consulta per tornare ad insegnare all'università come docente ordinario di Diritto costituzionale. Uno degli indiscussi meriti della sua pur breve presidenza, e per di più in un periodo di eccezionale emergenza sanitaria senza precedenti, è stata senz’altro la ventata di novità portata alla Corte costituzionale dalla professoressa Cartabia e la sua epocale apertura alla società civile e alla dimensione internazionale. «Apertura» è stata la parola d’ordine a palazzo della Consulta. La Corte ha infatti aperto le sue porte, oltre che per permettere al pubblico e ai giornalisti di assistere alle udienze pubbliche, anche per consentire la visita del Palazzo da parte dei cittadini. Ha posto molte energie per sviluppare una comunicazione capace di raggiungere non solo gli operatori del diritto e gli specialisti, ma il pubblico. E grazie anche all’indefesso lavoro della sua portavoce Donatella Stasio, già inviata de “Il Sole-24 Ore”, ha moltiplicato i comunicati stampa, ha rinnovato il sito internet, si è resa presente sui social ed ha ulteriormente sviluppato la comunicazione in lingua inglese con una più assidua traduzione delle sentenze, dei comunicati stampa e dei principali documenti della giustizia costituzionale. La professoressa Cartabia ha partecipato a numerosi incontri con altre Corti costituzionali e con le Corti europee, ha organizzato seminari di studio, ha ricevuto visite e delegazioni di giudici di altre nazionalità. Un'altra novità importante è stata l’uscita della Corte dal palazzo della Consulta per raggiungere i giovani nelle scuole d’Italia, come peraltro era già accaduto durante la precedente presidenza di Giorgio Lattanzi, anche se in modo meno strutturato, e per incontrare la realtà delle carceri con visite di storica importanza, che sono tutte documentate analiticamente sul sito online della Corte e, con una selezione d’autore, anche dal docufilm “Viaggio in Italia. La Corte costituzionale nelle carceri”, prodotto da Rai cinema e Clipper Media, per la regia di Fabio Cavalli. E ancora, è uscita per farsi conoscere da tutti e per portare ovunque i valori della Costituzione attraverso la proiezione del suddetto docufilm in ogni angolo del Paese e persino all’estero. Purtroppo, però, per la pandemia da coronavirus-Covid 19, il tempo del «Viaggio in Italia» della Corte è stato bruscamente interrotto e molte altre attività culturali e internazionali già programmate nel segno dell’apertura dell’Istituzione sono state rinviate. In ogni caso è stata portata a termine l’approvazione di una rilevante modifica strutturale del processo costituzionale. A seguito di un seminario svolto a palazzo della Consulta nel dicembre 2018 e proseguito in un ricco dibattito interno, l’Alta Corte con la delibera dell’8 gennaio 2020 ha disposto alcune modifiche alle "Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale" per favorire una più ampia partecipazione al processo costituzionale. In particolare, sono stati introdotti l’istituto dei cd. “Amici Curiae” e la possibilità di ascoltare esperti di altre discipline. Si è previsto che qualsiasi formazione sociale senza scopo di lucro e qualunque soggetto istituzionale possano presentare brevi opinioni scritte per offrire alla Corte elementi utili alla conoscenza e alla valutazione del caso sottoposto al suo giudizio, derivanti dalla loro esperienza “sul campo”. Parallelamente, la Corte può convocare esperti di chiara fama di altre discipline per ricevere apporti su problemi specifici che vengano in rilievo nella trattazione delle questioni portate al suo esame. Numerose ed immediate sono state le richieste di partecipazione di vari esponenti della società civile, mentre la Corte stessa ha già disposto la convocazione di due esperti per un giudizio in materia di organizzazione delle agenzie delle entrate. Le modifiche apportate al processo costituzionale sono entrate in vigore a fine gennaio prima che l’imprevedibile emergenza innescata dall’epidemia imprimesse una brusca svolta al corso della vita delle Istituzioni.


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