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Al convegno “Connessioni mediterranee” Matteo Salvini e Antonio Tajani tornano a spingere sull’opera simbolo tra Calabria e Sicilia, definita infrastruttura strategica per completare i corridoi europei e rendere più competitivo il Mezzogiorno.
Al convegno “Connessioni mediterranee” Matteo Salvini e Antonio Tajani tornano a spingere sull’opera simbolo tra Calabria e Sicilia, definita infrastruttura strategica per completare i corridoi europei e rendere più competitivo il Mezzogiorno.
Il Ponte sullo Stretto torna al centro del dibattito politico e infrastrutturale, con toni più che mai netti. Collegato in videoconferenza con il convegno “Connessioni mediterranee” di Reggio Calabria, Matteo Salvini ha rivendicato la centralità dell’opera e ha sostenuto che le istituzioni europee siano infastidite dal fatto che, dopo decenni di discussioni, il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia non sia ancora realtà. Secondo il vicepremier, il ponte rappresenta il tassello mancante per chiudere il grande asse europeo che unisce Berlino a Palermo lungo i corridoi strategici di trasporto.
Sul fronte dei costi, il ministro delle Infrastrutture ha respinto l’idea di una gara da rifare, ricordando che la procedura è già stata espletata e che l’aumento delle cifre dipende dal cambio di scenario globale. Inflazione, crisi energetica, guerre e pandemia hanno modificato profondamente i prezzi di acciaio, cemento, energia e materie prime, rendendo inevitabile un aggiornamento dei quadri economici rispetto a dieci anni fa. Per Salvini, riaprire il dossier di gara equivarrebbe in pratica a dire addio al progetto, rinviandolo di altri dieci anni.
Il ministro ha insistito sull’evoluzione tecnica del progetto, sottolineando che non è l’idea di ponte ad essere cambiata, ma le condizioni esterne. L’impegno dichiarato è quello di migliorare ulteriormente il disegno dell’infrastruttura, mantenendo la rotta sull’obiettivo di avviare i lavori. In questa chiave si inserisce anche la difesa del carattere “strategico” del collegamento sullo Stretto, considerato indispensabile per velocizzare trasporti, logistica e mobilità di persone e merci lungo la dorsale Nord‑Sud del Paese.
Sul piano operativo, Salvini ha annunciato una riunione tecnica a Palazzo Chigi con i ministeri coinvolti, per allineare gli ultimi passaggi amministrativi e normativi. Parallelamente, il ministero sta raccogliendo contributi di docenti universitari e giuristi di alto profilo che, a titolo volontario, collaborano alla messa a punto del quadro giuridico dell’opera. A inizio dicembre è previsto anche un passaggio a Bruxelles, in occasione del Consiglio europeo Trasporti, dove il vicepremier incontrerà il commissario Ue ai Trasporti per discutere di corridoi europei e prospettive del ponte.
Nel suo intervento, Salvini non ha risparmiato critiche a quanti si oppongono al progetto in nome di dubbi ambientali o contabili. Il leader leghista ha invitato a non usare i cittadini di Calabria e Sicilia come “scudo” in una disputa politica, respingendo le posizioni di chi vorrebbe bloccare il cantiere appellandosi a timori di natura giudiziaria o a rilievi degli organi di controllo. La linea del ministero resta quella di procedere, rispondendo punto per punto alle obiezioni, ma senza rinunciare all’obiettivo finale.
A rafforzare il messaggio è arrivato il sostegno di Antonio Tajani, collegato anche lui al convegno reggino. Il vicepremier e ministro degli Esteri ha definito il ponte un “grande sogno” ereditato da Silvio Berlusconi e ha ribadito che l’infrastruttura va realizzata per rendere più competitivi i territori coinvolti. Per Tajani, collegare stabilmente Sicilia, Calabria e resto d’Italia significa dare una spinta concreta all’economia del Sud, all’attrattività turistica e alla capacità del sistema produttivo di muoversi lungo le rotte mediterranee.
Il numero uno della Farnesina ha spiegato di condividere il progetto non solo come esponente di governo, ma anche come cittadino e come leader politico. A suo giudizio, è giusto proseguire con determinazione rispondendo con dati e progetti alle critiche che arrivano dal fronte contrario. L’idea di fondo è trasformare il Ponte sullo Stretto in un laboratorio di modernità: alta capacità ferroviaria, collegamenti stradali più veloci, integrazione con porti e aeroporti e nuove opportunità di lavoro per migliaia di persone nel Mezzogiorno.
Nel complesso, gli interventi di Salvini e Tajani segnano un ulteriore scatto in avanti nella campagna politica a favore del ponte. Il messaggio che arriva da Reggio Calabria è che il governo intende giocare questa partita fino in fondo, rivendicando un ruolo di primo piano per il Sud all’interno della rete transeuropea dei trasporti. Resta aperto il confronto con ambientalisti, giuristi, comitati e istituzioni di controllo, ma la scelta di campo è chiara: per l’esecutivo, il tempo dei rinvii è finito e il Ponte sullo Stretto deve passare dalla categoria dei “sogni” a quella delle opere in cantiere.
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