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Elezione Ordine Giornalisti, Pierluigi Franz “Non scherziamo per favore Parliamo degli Indirizzi PEC”
LE VERITA' CHE I GIORNALISTI ITALIANI DEVONO SAPERE SUL VOTO. 

Le elezioni per il rinnovo dei vertici di 19 Ordini Regionali (unica eccezione il Molise) e Nazionale dei giornalisti potranno slittare fino al 28 settembre prossimo. Lo ha deciso il Governo Draghi. Ma é ora necessario intervenire subito con una serie di urgenti modifiche che le Camere dovrebbero approvare anche per consentire il voto elettronico ed evitare possibili ricorsi alla magistratura. Il dossier che segue è di Pierluigi Franz, Presidente del Sindacato Cronisti Romani presso l'Associazione Stampa Romana, e uno dei massimi esperti del tema. Parte terza.
di Pierluigi Roesler Franz
Martedì 06 Aprile 2021
Roma - 06 apr 2021 (Prima Pagina News)
LE VERITA' CHE I GIORNALISTI ITALIANI DEVONO SAPERE SUL VOTO. 

Le elezioni per il rinnovo dei vertici di 19 Ordini Regionali (unica eccezione il Molise) e Nazionale dei giornalisti potranno slittare fino al 28 settembre prossimo. Lo ha deciso il Governo Draghi. Ma é ora necessario intervenire subito con una serie di urgenti modifiche che le Camere dovrebbero approvare anche per consentire il voto elettronico ed evitare possibili ricorsi alla magistratura. Il dossier che segue è di Pierluigi Franz, Presidente del Sindacato Cronisti Romani presso l'Associazione Stampa Romana, e uno dei massimi esperti del tema. Parte terza.
Parliamo ora degli Indirizzi PEC - posta elettronica certificata.

Contestualmente dovrebbe essere anche risolto il delicato problema degli indirizzi Pec di tutti gli elettori di ogni Regione da mettere a disposizione di ciascun candidato. Si ricorda che, in base all’art. 31 del cosiddetto decreto-legge Semplificazioni n. 76 del 16 luglio 2020 convertito in legge n. 120 dell’11 settembre 2020, tutti i giornalisti professionisti e pubblicisti sono attualmente obbligati ad avere la Pec e chi ancora non l’avesse dovrebbe essere automaticamente sospeso dal proprio Ordine di appartenenza e non potrebbe, quindi, neppure votare.

A sua volta l’Ordine Regionale che non provvedesse alla sospensione dell’iscritto privo di Pec rischierebbe di essere commissariato dal Ministero della Giustizia. L’art. 7 del nuovo Regolamento prevede che l’avviso di convocazione delle elezioni venga spedito dal Presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine «utilizzando il domicilio digitale» degli iscritti.

Tuttavia tale disposizione sembra confliggere non solo con l’art. 4 della legge n. 69 del 1963 (così come modificato dall’art. 2, comma 4-quater, della legge 14 maggio 2005 n. 80), che prevede che l’avviso di convocazione delle elezioni venga spedito dal Presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine almeno 15 giorni prima «per posta prioritaria, per telefax o a mezzo di posta elettronica certificata», ma anche con l’art. 5 del Dpr n. 115 del 1965 che -probabilmente per una “dimenticanza” legislativa - prevede ancora che l’avviso di convocazione delle elezioni venga spedito dal Presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine almeno 15 giorni prima addirittura «per raccomandata postale con ricevuta di ritorno» (questa modalità è stata, infatti, abrogata proprio dall’art. 2, comma 4-quater, della legge 14 maggio 2005 n. 80, che, essendo una legge è di rango superiore ad un Regolamento, ma é rimasta in vigore sulla carta come ci ha confermato “Normattiva”, portale delle leggi in vigore, curato dalla Presidenza del Consiglio, dalle Camere e dalla Cassazione).

Il contenuto dell’art. 7 del nuovo Regolamento elettorale, pubblicato dal ministero della Giustizia il 15 gennaio scorso, che prevede che l’avviso di convocazione delle elezioni venga spedito dal Presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine utilizzando esclusivamente la Pec dei giornalisti iscritti appare più logico e meno dispendioso anche perché in tal modo l’invio non costerebbe quasi nulla ai singoli Ordini Regionali rispetto all’invio per posta.

Tuttavia tale norma al momento non potrebbe essere, però, applicata. Motivo: il citato art. 7 non ha, purtroppo, forza di legge ed è quindi di rango inferiore rispetto all’art. 4 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963.

La Posta "massiva"

Sempre sul tema connesso all’avviso di convocazione delle elezioni sarebbe, invece, opportuno e urgente un chiarimento da parte del Ministero della Giustizia sulla regolarità o meno dell’invio delle convocazioni tramite posta “massiva” (e non “prioritaria”).

Infatti, tale invio, pur non essendo formalmente previsto dalla legge, é stato, ad esempio, utilizzato nei mesi scorsi dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio. (3-SEGUE)

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