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Elezione Ordine Giornalisti, Pierluigi Franz “Non scherziamo per favore. Norme da modificare”
LE VERITA' CHE I GIORNALISTI ITALIANI DEVONO SAPERE SUL VOTO.


Le elezioni per il rinnovo dei vertici di 19 Ordini Regionali (unica eccezione il Molise) e Nazionale dei giornalisti potranno slittare fino al 28 settembre prossimo. Lo ha deciso il Governo Draghi. Ma é ora necessario intervenire subito con una serie di urgenti modifiche che le Camere dovrebbero approvare anche per consentire il voto elettronico ed evitare possibili ricorsi alla magistratura. Il dossier che segue è di Pierluigi Franz, Presidente del Sindacato Cronisti Romani presso l'Associazione Stampa Romana, e uno dei massimi esperti del tema. Parte seconda.
di Pierluigi Roesler Franz
Martedì 06 Aprile 2021
Roma - 06 apr 2021 (Prima Pagina News)
LE VERITA' CHE I GIORNALISTI ITALIANI DEVONO SAPERE SUL VOTO.


Le elezioni per il rinnovo dei vertici di 19 Ordini Regionali (unica eccezione il Molise) e Nazionale dei giornalisti potranno slittare fino al 28 settembre prossimo. Lo ha deciso il Governo Draghi. Ma é ora necessario intervenire subito con una serie di urgenti modifiche che le Camere dovrebbero approvare anche per consentire il voto elettronico ed evitare possibili ricorsi alla magistratura. Il dossier che segue è di Pierluigi Franz, Presidente del Sindacato Cronisti Romani presso l'Associazione Stampa Romana, e uno dei massimi esperti del tema. Parte seconda.
Ecco alcuni esempi di norme da modificare, chiarire o integrare in materia elettorale.

Introduzione della preventiva candidatura. Innanzitutto è indispensabile l'introduzione di una norma che preveda espressamente le preventive candidature per le varie cariche da ricoprire sia su base nazionale, sia Regione per Regione.

Attualmente la legge del 1963 e il Regolamento del 1965, invece, non ammettono specificatamente la preventiva presentazione di candidature per il rinnovo delle cariche per l’Ordine dei giornalisti perché tutti i giornalisti in regola sono considerati candidabili.

Al momento nel nuovo Regolamento sulle procedure elettorali con modalità mista telematica e in presenza - approvato dal Cnog forse con troppa fretta e senza una successiva simulazione pratica dell’effettiva applicazione delle nuove norme innestate su una normativa vecchia di 58 anni e che é stato ratificato dal ministero della Giustizia il 15 gennaio scorso- manca uno degli elementi essenziali di conoscenza per ogni elettore chiamato a votare con il computer, cioè l’elenco formale dei candidati alle varie cariche nelle prossime elezioni ordinistiche. L’art. 15 lettera c) del nuovo Regolamento elettorale si limita a prevedere che «l’avente diritto deve esprimere il voto seguendo le istruzioni presenti sulla schermata».

Ma non istituisce la preventiva candidatura da parte dei giornalisti in regola che siano interessati a concorrere per le cariche vacanti.

Nel contempo non é neppure previsto (come avviene, ad esempio, all’Inpgi) che ogni candidato possa avere a disposizione l’elenco degli indirizzi e mail o delle PEC di tutti gli elettori di una determinata Regione, compresi quelli residenti all’estero, per poterli informare via e mail della propria candidatura.

Viceversa la preventiva candidatura é già prevista da molti anni ed è stata quindi ampiamente collaudata nelle elezioni sia dell’Inpgi 1 e dell’Inpgi 2, vigilati dai ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Economia e delle Finanze, sia del Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani, vigilato dalla Covip, sia della Casagit, che delle Associazioni Regionali Stampa e della Fnsi, che hanno natura privatistica.

Pertanto, il voto elettronico rischia un potenziale flop in quanto un giornalista iscritto che, come elettore, volesse utilizzare il computer per eleggere i suoi rappresentanti all’Ordine, non sarebbe assolutamente in grado di conoscere quali sono i nominativi dei candidati e non potrebbe quindi contrassegnarli con una semplice X sulla scheda elettronica, come avviene in tutte le altre elezioni nell’ambito della categoria.

Appare, quindi, indispensabile e urgente una modifica del nuovo Regolamento sulle procedure elettorali con modalità mista telematica e in presenza per il rinnovo degli organi dell’Ordine dei giornalisti con l’espressa introduzione della preventiva candidatura e con l’inserimento dei candidati ufficiali sulla scheda da votare con il voto elettronico.

D'altronde in mancanza di una scheda elettorale contenente i nomi e i cognomi di tutti i candidati ritenuti preventivamente eleggibili come potrebbe un elettore indicarli sulla scheda predisposta in bianco per il voto on-line? Come sarebbe, quindi, possibile votare con il computer?

E come potrebbero essere scelti i candidati tra migliaia e migliaia di colleghi potenzialmente eleggibili (ad esempio nel Lazio e in Lombardia vi sono più di 10 mila giornalisti iscritti in ciascuno dei due Ordini), ma che non si fossero paradossalmente neppure candidati? Sarebbe, forse, una scelta a caso? Ma che valore avrebbe? E in caso di elezione di giornalisti omonimi che succederebbe? Tuttora al 1° turno al seggio elettorale in presenza, cioé con l’attuale sistema della scheda cartacea in bianco, l’elettore può votare scrivendo il solo cognome, il nome e cognome, il cognome e nome, il cognome e l'iniziale del nome, il nome o l'iniziale del cognome dei colleghi eleggibili.

E potrà anche esprimere un voto nullo o lasciare la scheda in bianco. Con il voto elettronico, però, non essendo previsto lo spoglio, ma solo il conteggio automatico delle preferenze, potrebbe esservi comunque una difforme espressione di voto tra le due distinte modalità. E’ possibile? Oppure anche nei seggi fisici dovranno essere installati dei computer per uniformare così la modalità di voto?

Come si ovvierebbe, allora, al grave inconveniente se la scheda elettronica fosse predisposta in bianco senza l’indicazione di alcuna candidatura? Peraltro diverrebbe di fatto impraticabile per i notai effettuare, poi, in tutta Italia lo scrutinio in tempi ragionevoli soprattutto in grandi Regioni con migliaia di iscritti come Lombardia, Campania, Lazio e Piemonte perché, anche lasciando all’elettore la libertà di scelta di indicare sulle righe in bianco della scheda elettorale computerizzata il nominativo di qualsiasi giornalista egli volesse, ci si troverebbe di fronte ad una molteplicità di nomi di colleghi che potrebbero essere paradossalmente addirittura eletti a loro insaputa senza essersi neppure mai candidati, e rallentando a dismisura lo spoglio delle schede elettorali e la certificazione dei risultati finali.

E se é vero che fino ad ora in base alla legge del 1963 e al successivo Regolamento del 1965 non è prevista la preventiva candidatura é altrettanto vero, però, che, al di fuori dei seggi elettorali cartacei (gli unici dove materialmente si votava e si potrà ancora votare), i vari candidati potevano (e possono ancora) distribuire volantini e farsi comunque campagna elettorale anche tramite liste “ufficiose”, cioè informali, con i loro nominativi.

Il voto elettronico, invece, cambia radicalmente l’intera struttura ed impostazione del vecchio e ormai superato sistema elettorale che prevedeva l’esclusività del Seggio cartaceo.

Ma diventerebbe estremamente difficile, se non impossibile, informare con largo anticipo e preventivamente tutti i potenziali elettori sui nomi dei reali candidati.

E per assurdo a questi ultimi non sarebbe neppure consentito farsi conoscere preventivamente da tutti gli elettori aventi diritto al voto e in regola con l’iscrizione all’Ordine e con la Pec.     - (2-SEGUE)

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