Governo, Giuseppe Conte: “Il mio concorso alla Sapienza? Vi spiego tutto io, ecco la verità”

"Rinuncio, opero questa scelta, dico la verità, per ragioni di personale sensibilità".

(Prima Pagina News)
Martedì 11 Settembre 2018
Roma - 11 set 2018 (Prima Pagina News)

"Rinuncio, opero questa scelta, dico la verità, per ragioni di personale sensibilità".

La comunicazione istituzionale è davvero cambiata. Basta aprire ogni giorno il “Blog delle Stelle” per capire quanta voglia di trasparenza e di chiarezza il Movimento 5 Stelle senta di dover dimostrare e dichiarare ai suoi lettori e ai suoi seguaci. Persino il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte utilizza il Blog per spiegare le sue ragioni e chiarire agli italiani la verità sul suo concorso all’Università La Sapienza di Roma e di cui tutti i giornali in queste ore hanno a lungo parlato.

“In piena trasparenza vorrei darvi – scrive il Capo del governo- delle informazioni sul concorso universitario alla Sapienza che mi riguarda e di cui stanno parlando alcuni giornali”. E senza nessuna finzione, o anche mediazione, il Premier lancia i suoi strali contro quanti in queste ore hanno tentato di delegittimarlo proprio per via di questa sua partecipazione al concorso universitario.

“ Alcuni – scrive il Premier- riportano delle palesi falsità, alcuni sono fortemente denigratori. Ce n'è uno che parla addirittura di bando cucito su misura sulla mia persona. Non riporto il nome dell’articolista e il nome del giornale perché come Presidente del Consiglio dei Ministri rispetto la libertà di stampa, però questo è un esercizio della libertà di stampa veramente inaccettabile”. Ma veniamo al nocciolo della questione: “Qualche chiarificazione- sottolinea il premier Conte: ho fatto domanda per questo concorso quando non ero premier, all’inizio dell’anno, nel mese di febbraio.

Non era nella mia mente la possibilità di diventare premier e sono sicuro che anche nella mente di Salvini e Di Maio non c’era alcuna possibilità che incaricassero me e concordassero sulla mia persona. Non si tratta poi – l’ho detto – di una promozione. Sono ordinario da tanti anni, semplicemente essendo ordinario a Firenze e partecipando a questo bando concorsuale avrei avuto la possibilità di trasferirmi a Roma, dove c’è mio figlio. L’ho detto: sono residente qui e volevo stare più tempo vicino a mio figlio. Si è detto di tutto, si è detto che questa prova di inglese sottrarrebbe del tempo alla mia attività di ufficio”. A questo punto il Premier spiega che si tratta di un colloquio di 15 minuti: è una prova accessoria. “Noi professori veniamo giudicati per titoli, per tutti i libri che ho scritto e che abbiamo scritto: non è certo questa la prova decisiva in un bando del genere.

Si è detto addirittura che cercavo un dopo lavoro non confidando sulla durata di questo governo: fatevene una ragione, lo dico a tutti gli oppositori, questo governo durerà 5 anni. Si è detto ancora che sarei in conflitto di interessi: non c’è formalmente nessun conflitto di interessi sul piano giuridico. Però attenzione, io non ho mai pensato di ricavare da questo incarico una poltrona a vita: era la ragione per cui mi piaceva partecipare come un semplice cittadino”.

Prima uno sguardo indietro e al passato, che certo non guasta, poi la dichiarazione ufficiale del perché lui stesso alla fine abbia rinunciato a partecipare al concorso. “E’ stato fatto in passato da tanti altri che mi hanno preceduto, Ministri e anche Presidenti del Consiglio. Però ho deciso: rinuncio, opero questa scelta, dico la verità, per ragioni di personale sensibilità.

Noi siamo il governo del cambiamento: non voglio che anche solo il sospetto di apparire e di lucrare un vantaggio da questa mia posizione possa offuscare la mia carriera personale e possa agli occhi dei cittadini che ci hanno votato creare un qualche sentimento negativo”. Come dire? Vicenda chiusa, e questa volta però per sempre. B.N.


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