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Massimo Fioranelli: la libertà forse non esiste se non nella nostra immaginazione
Sembriamo un Paese libero, ma in realtà non lo siamo. Ma allora, qual è la verità? La ricetta del grande fisiologo romano Prof. Massimo Fioranelli è la conoscenza la cultura e il senso critico di un popolo.
di Massimo Fioranelli
Lunedì 08 Novembre 2021
Roma - 08 nov 2021 (Prima Pagina News)
Sembriamo un Paese libero, ma in realtà non lo siamo. Ma allora, qual è la verità? La ricetta del grande fisiologo romano Prof. Massimo Fioranelli è la conoscenza la cultura e il senso critico di un popolo.

In questi giorni drammatici ci sovviene una domanda, ma davvero l’uomo anela alla libertà? E cosa è in grado di sacrificare per essa?

Erich Fromm in “Fuga dalla Liberta “scrive che l’esperienza dei totalitarismi ha dimostrato che l’uomo accetta sempre di sottomettersi alle schiavitù più abiette; si pone di solito sotto l’ala protettrice di chi reputa in grado di proteggerlo e di difenderlo da un mondo che appare minaccioso. Anche il bambino, quando inizia a separarsi dal rapporto protettivo della madre per camminare autonomamente nella vita, si oppone, urla, ha paura di non farcela. Per Fromm nell’adulto accade qualcosa di simile, specialmente in quelle persone che hanno vissuto in modo traumatico il distacco dalla madre. La libertà è un peso enorme, grava sull’uomo come un macigno insostenibile. Dostoevskij ne “La leggenda del Grande Inquisitore”, un capitolo de “I fratelli Karamazov” afferma che “l’uomo non ama la libertà, al contrario la rifugge come la peste”.

Viktor Orban afferma che gli Ungheresi sanno riconoscere una dittatura, quando ne vedono una. Il riferimento è la resistenza che il suo popolo deve esercitare nei confronti dei soprusi che l’oligarchia UE sta applicando contro Polonia ed Ungheria, che di fatto ne vuole limitare la sovranità. Il suo discorso e’ una lezione di storia ed una resistenza allo smantellamento dello stato nazionale, uno degli obiettivi del “Grande Reset”.

“Buon pomeriggio Ungheresi! Buon pomeriggio Polacchi! Buon pomeriggio Italiani. Un benvenuto ai popoli liberi nella capitale della nostra nazione! Oggi ricordiamo il giorno in cui ci siamo chiesti non se Dio era con noi, ma se noi eravamo con Dio. Come quando abbiamo messo insieme un enorme forza ed abbiamo scosso le fondamenta del dominio comunista. Ora abbiamo una sensazione di déjà-vu; man mano che la dottrina Brezhnev  si diffuse in Europa. E’ora che Bruxelles si renda conto che siamo stati più che all'altezza anche dei comunisti. Siamo quelli che hanno dato il primo colpo al comunismo mondiale nel ’56, e siamo quelli che hanno buttato giù il primo mattone del muro di Berlino. E siamo ancora in piedi. La storia ci ha dato ragione, gli Ungheresi hanno ragione. L'Ungheria sarà il primo paese in Europa in cui fermeremo l'aggressiva propaganda LGBTQ alle porte delle nostre scuole. Quelli che 15 anni fa sparavano tra la folla, si preparano, oggi a prendere di nuovo la scena. E da qualche parte, dall'altra parte dell'Atlantico, anche lo zio George si sta preparando. Quando avrebbero dovuto intervenire in aiuto, non lo hanno fatto, ma ora sono qui senza essere stati invitati. Anche quando il nemico era potente, non siamo mai scappati via; e non ci tireremo indietro neanche questa volta, perché sappiamo che possiamo affrontare tutto questo insieme. Venimmo, vedemmo e vinceremo ancora una volta! Dio sopra tutti noi, l'Ungheria prima di tutto! Forza Ungheria, forza Ungheresi”.

Noi invece, merito di un sistema politico ed informativo servile e senza etica, abbiamo rinunciato alle nostre libertà; in genere finiamo le guerra dalla parte del nemico, e diveniamo schiavi dei vincitori.

Ci auguriamo che la cultura, la conoscenza, il senso critico, germoglino in questa società attutita e sonnolenta, perché è l’unica strada possibile verso la civiltà e verso la libertà, ammesso che questo popolo lo voglia. Il cammino è lungo, dura l’intera esistenza; ma questo e’ il vero significato di “esistere”.


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