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Matteo Renzi sempre più solo, l’addio dei vertici di Italia Viva in Calabria lo rende sempre più debole
11 esponenti calabresi di Iv dichiarano la propria uscita dal partito.
(Prima Pagina News)
Venerdì 02 Aprile 2021
Catanzaro - 02 apr 2021 (Prima Pagina News)
11 esponenti calabresi di Iv dichiarano la propria uscita dal partito.
Sono nomi importanti nel panorama regionale, tutti coordinatori nei comuni di appartenenza e membri degli organismi nazionali: Stefania Covello, dirigente nazionale; Bianca Rende, comitato nazionale e consigliere comunale di Cosenza; Salvatore Giorno, coordinatore città di Cosenza; Lidia Chiriatti, coordinatrice provinciale Reggio Calabria; Maria Salvia, coordinatrice provinciale Vibo Valentia; Caterina Sirianni, coordinatrice provinciale Catanzaro; Silvio Ranieri, assemblea nazionale e consigliere delegato Comune di Montalto Uffugo; Antonio Gentile, assemblea nazionale; Annalisa Fiorenza, assemblea nazionale; Rossella Argento, assemblea nazionale; Pasqualino Maio, vice sindaco Torano Castello.

"I fatti degli ultimi giorni -scrivono i diretti interessati in una nota congiunta- confermano i dubbi e le perplessità sul ruolo che Italia Viva avrà in Calabria nel prossimo futuro. Gli ammiccamenti, ormai, sostanziano una scelta politica che non possiamo condividere. L’apprezzamento al Presidente f.f. Spirlì in tema di sanità e la notizia della costituzione 'dell’intergruppo sul ponte sullo Stretto' tra alcuni Parlamentari di Italia Viva, Lega e Forza Italia, è la conferma di come nel partito esistano mali antichi, come il totale scollamento tra la dimensione verticistica, del 'partito degli eletti' che compie le sue scelte in autonomia rispetto agli organismi e un corpo intermedio, di iscritti e dirigenti che valgono a legittimare l’esistenza del primo, ma che intuiscono solo dalla stampa gli orientamenti in merito ai temi e alle alleanze. Né l’assemblea nazionale appena conclusasi ha fugato le nostre perplessità, segnando la mancata opportuna considerazione della 'questione Calabria' - regione in cui si vota a brevissimo e quasi mai menzionata negli interventi dei rappresentanti nazionali - e la palese contraddizione, sul punto delle alleanze, tra le frontiere invalicabili indicate dal leader del partito ed i suoi autoreferenziali colonnelli locali".

Poi la nota così prosegue: "A parte l’attenzione personale di alcuni dirigenti, tra i primi Ettore Rosato, a cui va il nostro ringraziamento e la nostra stima, nessun segnale politico è giunto per la Calabria, con grande delusione delle nostre attese e aspettative, che non si traducono in ambizioni personali (la scelta consapevole e volontaria di un partito di dimensioni piccole ne è la dimostrazione), ma in speranze collettive e legate alle sorti di una terra, la Calabria, che troppi esempi ha conosciuto di mala politica per poter continuare a legittimare la sua rimozione dall’agenda nazionale e rimettere alle trasmissioni televisive dai grandi gettiti pubblicitari la sua trattazione più trash. Se la Calabria fa paura, non appassiona e costituisce l’eterno problema per i politici dell’urbe, interessa noi che vi dedichiamo la vita e che ci proponiamo di usare davvero il 'lanciafiamme' verso chi non l’ha rappresentata con dignità e senso del bene comune". "Queste considerazioni, che siamo certi troveranno ascolto e compiutezza maggiore nel dibattito che promuoveremo, ci portano necessariamente- conclude la nota- a trarre la conseguenza di una nostra uscita da Italia Viva che sembra avere perso la spinta propulsiva in base alla quale era nata e che non appare in grado di invertire la tendenza e per cui, al netto delle idee e delle proposte di fondo che continuiamo a sostenere e cercheremo di valorizzare, nessuna prospettiva politica futura in armonia con il nostro sentire riusciamo ad intravedere".(b.n.)

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