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Sen. Fiammetta Modena (FI): “CSM, Palamara e Davigo, oggi difendo le ragioni di Paolo Mieli contro Giovanni Salvi".

"Processo interno al Csm sia rapidissimo"

(Prima Pagina News)
Venerdì 25 Settembre 2020
Roma - 25 set 2020 (Prima Pagina News)

"Processo interno al Csm sia rapidissimo"

Sen. Fiammetta Modena (FI): “CSM, Palamara e Davigo, oggi difendo le ragioni di Paolo Mieli contro Giovanni Salvi".
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“Difendo Paolo Mieli contro il Procuratore Giovanni Salvi. Qui è in gioco il diritto alla difesa e non la difesa del silenzio”.

A parlare è la Senatrice di Forza Italia, Fiammetta Modena, membro della Commissione Giustizia. Sento di dover difendere il giornalista Paolo Mieli oggi dopo aver letto sul Corriere della Sera le giustificazioni addotte dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione Giovanni Salvi sul caso Palamara.

E userei per farlo le stesse parole di Mieli, che qualche giorno fa sul Corsera osservava giustamente queste cose: “Non c’è spazio per i centotrenta testimoni di cui Palamara aveva chiesto la convocazione.

Del resto, gli erano già stati negati quasi tutti, diciamo pure tutti (almeno per quel che riguarda magistrati). Il processo interno al Csm – aggiunge Modena - deve essere rapidissimo. Gli altri magistrati pizzicati dal Trojan, verranno «trattati» in tempi successivi quando ormai nessuno presterà più attenzione a questa torbida storia.

Spiace che le cose siano andate in questo modo. Ci sono procedimenti giudiziari in cui il dibattimento vale davvero molto e un’accurata, attenta escussione dei testi conta forse più della sentenza finale. E questo è uno di quei casi. Va detto infine che non è un bene venga emessa una dura sentenza anche contro il peggiore dei presunti malfattori, senza che gli sia stata data la possibilità di difendersi.

In particolar modo quando l’imputato appare condannato in partenza. Va anche aggiunto che con questo genere di procedimento, fulmineo e senza testimoni, ci toccherà rinunciare a capire se c’erano – e, nel caso, chi erano – i colleghi di Palamara che, assieme a lui e a qualche parlamentare, decidevano irritualmente gli incarichi apicali della magistratura italiana”.

Rifletta – conclude la Senatrice Modena - il Procuratore Giovanni Salvi su questo principio che non è solo di forma ma soprattutto di sostanza giuridica, e la magistratura trovi il coraggio di processare se stessa. Rischiamo davvero di dare ai nostri giovani l’immagine di una casta intoccabile, a cui tutto è consentito e nulla contestato. Ma che Paese è diventato il nostro”?”


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