Cybersecurity, Gabrielli rilancia la partnership pubblico-privato per le infrastrutture critiche
Cybersecurity, Gabrielli rilancia la partnership pubblico-privato per le infrastrutture critiche – Roma, 21 settembre – (PPN ADI) – “Oggi è un momento in cui rinnoviamo punti di contatto tra la mia struttura e chi, poi, è chiamato a presidiare quotidianamente i perimetri delle grandi aziende, delle infrastrutture critiche del Paese”. Lo ha detto Ivano Gabrielli, direttore del servizio polizia postale e per la sicurezza cybernetica, intervenendo al Ciso meetup 2026, giornata di confronto tra istituzioni e chief information security officer sulla resilienza cybernetica del Sistema Paese, ospitata alla Casa dell’aviatore a Roma. Gabrielli ha ricordato che la logica della cooperazione e della partnership pubblico-privato “nasce proprio con la tutela delle infrastrutture critiche da parte della polizia di Stato”.
Il direttore ha riportato l’attenzione al 2005, anno di istituzione del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche. Da allora la norma prevede che le infrastrutture dialoghino con le istituzioni attraverso convenzioni, cosa che ha portato a una condivisione quotidiana del lavoro con i colleghi dei Siso, i Senior information security officer. “Oggi ci troviamo di fronte a un’organizzazione”, ha spiegato, perché i responsabili della sicurezza cybernetica si sono strutturati, essendo figure sempre più importanti all’interno delle aziende. Momenti come questo, ha aggiunto, offrono “spunti di dialogo diretto e sincero” tra le amministrazioni e i Siso e talvolta fanno nascere idee per migliorare l’assetto del Paese nella difesa del perimetro cybernetico nazionale.
Su cosa debbano fare le istituzioni per contrastare le minacce cibernetiche in modo integrato, Gabrielli ha risposto che “in realtà stanno già facendo molto”, nell’ambito di un processo articolato di rinnovamento che gli addetti ai lavori seguono anche sul piano normativo. Nel tempo, ha osservato, è cambiata l’architettura nazionale di sicurezza cybernetica, sono mutate le strutture di governance di vertice, a partire dai comitati interministeriali per la sicurezza della Repubblica e per la cybersicurezza, ed è entrata nel dialogo interistituzionale anche l’autorità giudiziaria. “Si sta andando verso un modello che integra le varie competenze, guardando con più fiducia anche al mondo dei privati”, ha detto.
Gabrielli ha infine giudicato “molto importante” il richiamo alla non minimizzazione dei rischi. Chi si occupa di sicurezza in aziende e infrastrutture critiche, ha precisato, ha la responsabilità di non nascondere ciò che accade, “perché siamo tutti collegati”. Esistono supply chain ed ecosistemi complessi, ha ricordato, ed è necessario assumersi la responsabilità di far parte di un’organizzazione nuova, che propone nuovi equilibri e nuovi assetti anche tra le istituzioni.