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16 Ottobre 2026

Per il FMI l’energia pulita costa ormai meno di quella fossile in Italia, Francia e Germania

Per il FMI l’energia pulita costa ormai meno di quella fossile in Italia, Francia e Germania – Bangkok, 16 ottobre 2026 – (PPN ADI) In Italia, Francia e Germania produrre energia pulita costa ormai meno che bruciare combustibili fossili, se si considera l’intero ciclo di vita degli impianti. È uno dei passaggi dell’analisi regionale sull’Europa del Fondo monetario internazionale, secondo cui le rinnovabili sono diventate “una fonte di energia sempre più conveniente, piuttosto che un semplice strumento per la decarbonizzazione”, con la conseguenza che “l’elettrificazione continuerà a progredire e la generazione da fonti rinnovabili si espanderà ulteriormente”.

Per il FMI “proseguire nella transizione energetica è fondamentale per ridurre i costi dell’energia e diminuire la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili”. Un ruolo chiave spetta ai collegamenti tra le reti nazionali, che abbassano i prezzi all’ingrosso dell’elettricità soprattutto nei mercati più cari e con maggiori limiti di trasmissione. Secondo il Fondo “una maggiore interconnettività transfrontaliera e una maggiore capacità di generazione a basse emissioni di carbonio possono compensare completamente la pressione al rialzo sui prezzi dell’elettricità derivante dall’aumento della domanda e dalla prezzatura del carbonio”.

Più in generale, l’istituzione di Washington chiede all’Europa riforme per una crescita più alta e solida, basate su innovazione, capacità di espansione e resilienza. Per questo, avverte, “occorre inoltre proseguire con determinazione, sia a livello dei singoli Stati che dell’Unione europea, per completare il mercato unico e abbattere le barriere ancora esistenti, che frammentano i mercati dei prodotti e ostacolano la mobilità di capitali e lavoro”.

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