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16 Ottobre 2026

Bankitalia, con rincari energetici marcati quasi 2 punti di PIL in meno in tre anni e inflazione oltre 3 punti più alta

Bankitalia, con rincari energetici marcati quasi 2 punti di PIL in meno in tre anni e inflazione oltre 3 punti più alta – Roma, 16 ottobre 2026 – (PPN ADI) Quasi due punti percentuali di crescita persi nell’arco di tre anni e un’inflazione più alta di oltre tre punti, soprattutto nel 2027. È quanto rischia l’economia italiana se i prezzi delle materie prime energetiche dovessero salire in modo particolarmente marcato, secondo lo scenario “severo” elaborato dalla Banca d’Italia nelle previsioni macroeconomiche diffuse oggi. Via Nazionale avverte che le stime sono soggette a una “elevata incertezza” e che “l’andamento dell’attività economica e dell’inflazione dipenderà in misura rilevante dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e dalle conseguenti ripercussioni sui prezzi delle materie prime energetiche”, visto che “il perdurare di quotazioni elevate potrebbe determinare un’inflazione ancora più alta e persistente e comprimere la crescita”.

Gli scenari alternativi sono stati costruiti seguendo la metodologia adottata dalla BCE per l’area dell’euro. In un’ipotesi sfavorevole ma meno estrema, “gli effetti sull’attività economica e l’inflazione sarebbero qualitativamente analoghi, ma più contenuti”. Se invece i prezzi dell’energia risultassero più moderati rispetto allo scenario di base, il PIL crescerebbe di 0,4 punti percentuali in più nel triennio e l’inflazione scenderebbe di circa mezzo punto.

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