AIEA/NEA, disponibili risorse adeguate di uranio ma essenziali investimenti costanti
AIEA, disponibili risorse adeguate di uranio ma essenziali investimenti costanti per sostenere la crescita della capacità nucleare globale – Vienna, 15 settembre – (PPN ADI) – Il settore globale dell’uranio sta rispondendo al crescente interesse per lo sviluppo di nuova capacità di energia nucleare in tutto il mondo. Il nuovo rapporto “Uranium 2026: Resources, Production and Demand” (comunemente noto come “Red Book”), pubblicato congiuntamente dall’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE (NEA) e dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), rileva che negli ultimi anni la spesa per l’esplorazione dell’uranio e lo sviluppo delle miniere è aumentata in modo significativo. Tali investimenti sono essenziali per soddisfare la domanda futura. Considerando gli anni 2023 e 2024, e includendo informazioni selezionate relative al 2025 e al 2026 laddove pertinente, l’ultima edizione segnala che al 1° gennaio 2025 risultavano operativi nel mondo 418 reattori nucleari commerciali, con una capacità di generazione netta complessiva di 378 GW(e) e un fabbisogno annuo di circa 64.500 tU. Inoltre, 23 reattori, per una capacità totale di 19,7 GW(e), risultavano in stato di sospensione operativa. Poiché un numero crescente di paesi mira a soddisfare la crescente domanda di elettricità, a rafforzare la sicurezza energetica e a perseguire obiettivi ambientali, si prevede che la capacità di generazione nucleare globale aumenterà in modo sostanziale entro il 2050, sia nello scenario di crescita contenuta che in quello di crescita elevata, portando il fabbisogno annuo di uranio a un intervallo compreso tra circa 84.800 tU e 143.900 tU. L’edizione 2026 del Red Book offre una panoramica dei fattori fondamentali del mercato mondiale dell’uranio, tra cui l’esplorazione, le risorse, la produzione e il fabbisogno legato ai reattori. Basandosi su 46 rapporti nazionali — la maggior parte dei quali utilizza dati governativi ufficiali — il documento presenta proiezioni sulla capacità di generazione nucleare e sul fabbisogno di uranio per i reattori fino al 2050, valutando inoltre le tendenze a lungo termine di domanda e offerta di uranio. Sono necessari investimenti per trasformare le risorse in offerta. Il “Red Book” conclude che le risorse di uranio attualmente individuate, recuperabili a costi inferiori a 260 USD/kgU (100 USD/lb U3O8), superano a livello globale gli 8,1 milioni di tonnellate di uranio (tU), registrando un incremento del 2,1% rispetto all’edizione precedente pubblicata nel 2025. Tale livello di risorse individuate è sufficiente a soddisfare anche le stime più elevate di domanda di uranio fino al 2050. Tuttavia, la disponibilità di risorse non garantisce di per sé la sicurezza dell’approvvigionamento. La trasformazione di queste risorse in produzione richiederà investimenti tempestivi, ingenti e costanti. Considerati i lunghi tempi di realizzazione associati ai progetti di estrazione dell’uranio – tipicamente compresi tra i 15 e i 20 anni – è fondamentale individuare, autorizzare e sviluppare nuovi progetti nel breve-medio termine per ridurre il rischio di future carenze o interruzioni dell’offerta. Prezzi dell’uranio adeguati e stabili, sostenuti da contratti a lungo termine, sono pertanto essenziali per mantenere vivo l’interesse per l’esplorazione, favorire le decisioni finali di investimento per nuove miniere e accelerare l’innovazione nelle tecniche estrattive, al fine di migliorare il trattamento e il recupero delle risorse. Le recenti tendenze produttive indicano un rafforzamento della risposta dell’offerta. La produzione globale di uranio è aumentata di circa il 20% nel biennio 2023-2024 rispetto al biennio precedente, superando un totale di 116.000 tU. La sola produzione del 2024 (61.924 tU) ha raggiunto il livello più alto dal 2016. Le previsioni del “Red Book” indicano che tale tendenza al rialzo dovrebbe proseguire nel breve e medio periodo. L’aumento della produzione è stato trainato principalmente dalla riattivazione di capacità precedentemente sospesa e dall’incremento dell’output presso miniere esistenti, in particolare in Canada. Sebbene diversi progetti legati all’uranio abbiano ottenuto le autorizzazioni normative e siano avanzati verso la fase di sviluppo, non è ancora iniziata la produzione in alcun nuovo progetto di estrazione di uranio. La spesa globale per l’esplorazione e lo sviluppo ha superato gli 1,78 miliardi di dollari USA nel periodo 2023-2024, registrando un incremento di circa il 46% rispetto al biennio 2021-2022. Mentre i volumi di perforazione esplorativa sono aumentati in modo significativo, le attività di perforazione specificamente finalizzate allo sviluppo dei progetti rimangono relativamente stagnanti, evidenziando l’importanza di rafforzare la pipeline dei progetti in fase di sviluppo.