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2 Ottobre 2026

Al Salone di Genova antiriciclaggio, fisco, dogane, cybersecurity e innovazione al centro della prima giornata (1)

Al Salone di Genova antiriciclaggio, fisco, dogane, cybersecurity e innovazione al centro della prima giornata – Genova, 2 ottobre 2026 – (PPN ADI) – Regole capaci di accompagnare la competitività delle imprese, conoscenza del settore, innovazione e trasformazione tecnologica. Dopo la cerimonia inaugurale, il 66° Salone Nautico Internazionale è entrato nel vivo con il programma di FORUM26, patrocinato dalla Commissione Europea, portando al centro del confronto alcuni dei temi normativi ed economici destinati a incidere direttamente sull’attività della filiera nautica. Una delle principali novità riguarda l’ingresso della nautica da diporto nel perimetro della disciplina europea antiriciclaggio. Dal 10 luglio 2027, le operazioni di vendita di unità da diporto a uso privato di valore superiore a 7,5 milioni di euro saranno sottoposte ai nuovi obblighi previsti dall’Anti-Money Laundering Package europeo. Cantieri, broker e operatori saranno quindi chiamati a confrontarsi con adempimenti finora estranei al settore. È il quadro affrontato nella tavola rotonda “La nuova disciplina antiriciclaggio nella nautica da diporto”, organizzata da Confindustria Nautica con la collaborazione di European Boating Industry. Tra i punti centrali della riforma c’è la titolarità effettiva, con criteri più stringenti per individuare chi possiede o controlla direttamente o indirettamente una società e nuovi obblighi di comunicazione. La soglia dei 7,5 milioni è il risultato del confronto europeo condotto anche dal settore: la proposta iniziale prevedeva infatti l’applicazione delle nuove regole a unità di valore sensibilmente inferiore, coinvolgendo una parte molto più ampia del mercato. Il confronto si sposta poi sull’applicazione concreta. La valutazione delle operazioni sospette dovrà fondarsi sulla conoscenza del cliente e dell’operazione e su elementi oggettivi e soggettivi tali da determinare una ragionevole probabilità di riciclaggio, senza trasformarsi in un’attività investigativa a carico degli operatori. Dal dibattito è emersa la necessità di una vigilanza basata sul rischio reale e di costruire nei prossimi mesi una maggiore conoscenza reciproca tra autorità e imprese. Un passaggio particolarmente delicato per un comparto nel quale circa il 90% della produzione cantieristica italiana è destinato ai mercati esteri e la compravendita dei grandi yacht coinvolge frequentemente soggetti e ordinamenti diversi. Sul piano europeo, un ruolo centrale sarà affidato all’AMLA, l’Autorità europea antiriciclaggio con sede a Francoforte, chiamata a favorire un’applicazione uniforme delle norme. Dal settore è arrivata la richiesta che le regole tengano conto delle specificità della nautica e, più in generale, dei differenti comparti non finanziari ai quali vengono estese: l’obiettivo è coniugare efficacia della prevenzione e concreta applicabilità degli obblighi.

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