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24 Settembre 2026

Autostrade siciliane, il MIT ricorda circa 27,7 miliardi già stanziati per la Sicilia

Autostrade siciliane, il MIT ricorda circa 27,7 miliardi già stanziati per la Sicilia – Roma, 24 settembre 2026 – (PPN ADI) Sulle criticità delle autostrade A18 e A20 in Sicilia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ribadisce che la sicurezza viene prima di ogni altra cosa e che costruire “l’Italia dei sì” significa che chi nasconde i problemi non otterrà mai il via libera del Dicastero. Dopo le verifiche svolte, il MIT ha imposto al concessionario, il Consorzio Autostrade Siciliane, interventi urgenti di mitigazione del rischio, con tempi stabiliti e risorse adeguate. Il compito del Ministero, sottolinea il MIT, è proprio vigilare con rigore sulla gestione delle infrastrutture ed esigere la realizzazione degli interventi necessari, senza sconti né ambiguità. La Regione Siciliana ha fatto sapere di aver individuato circa 32,5 milioni di euro per le opere più urgenti, mentre per l’adeguamento strutturale complessivo delle due autostrade il fabbisogno stimato è di circa 5,5 miliardi di euro in dieci anni, una somma rilevante che impone una programmazione seria e interventi strutturali.

A chi descrive una Sicilia trascurata sul fronte infrastrutturale, il Ministero contrappone i numeri. Sull’Isola il MIT ha già stanziato complessivamente circa 27,7 miliardi di euro, nell’ambito di programmi e opere per oltre 38,5 miliardi. Di queste risorse, quasi 18 miliardi sono destinati alle ferrovie e oltre 6,5 miliardi alle strade, a cui si sommano investimenti su trasporto pubblico locale, porti, acqua, edilizia e rigenerazione urbana. Non si tratta di annunci, precisa il Dicastero, ma di risorse, cantieri e opere distribuiti sul territorio siciliano.

Per il MIT è quindi fuorviante mettere in contrapposizione, come avvenuto in alcune ricostruzioni di stampa definite fantasiose, la messa in sicurezza delle autostrade siciliane e la realizzazione del Ponte sullo Stretto. La Sicilia non è chiamata a scegliere tra rendere sicuro ciò che già esiste e costruire le infrastrutture necessarie per il futuro, perché servono entrambe. Le criticità di A18 e A20 richiedono interventi e investimenti e il Ministero sta esercitando pienamente le proprie funzioni perché vengano risolte, ma allo stesso tempo non possono diventare un pretesto per fermare o rinviare altre infrastrutture strategiche.

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