Autotrasporto, in Sicilia fermo di cinque giorni dal 16 ottobre contro il caro gasolio
Autotrasporto, in Sicilia fermo di cinque giorni dal 16 ottobre contro il caro gasolio – Roma, 29 settembre 2026 – (PPN ADI) Cinque giorni di stop per l’autotrasporto siciliano, dalle 00.01 del 16 ottobre alla mezzanotte del 20 ottobre, per protestare contro il caro carburanti e i ritardi nei pagamenti del Sea Modal Shift. A proclamarlo è il Comitato trasporto siciliano, guidato da Salvatore Bella, che in una nota lamenta l’assenza di risposte da parte del governo nazionale. “Non avendo avuto nessun riscontro da parte del governo nazionale alla nostra richiesta di intervento sul caro carburante e nessuna notizia relativa ai pagamenti del Sea Modal Shift, il Comitato Autotrasportatori Siciliani ha proclamato il fermo dei trasporti e non movimenterà i propri semirimorchi nei porti della Sicilia a partire delle 00.01 del 16.10.2026 per 5 giorni fino alla mezzanotte del 20.10.2026”, si legge nel comunicato.
“Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali fino a quando il Governo non ci darà delle risposte. Oggi lavorare in perdita con il gasolio a € 2,40 a litro non è più possibile. Le perdite per le aziende vanno dai 700 ai 900 euro al giorno per ogni camion. Stiamo accumulando perdite che stanno mettendo a rischio le nostre aziende”, ha spiegato Bella. Il presidente ha poi riconosciuto che la Regione Siciliana “ha potuto fare poco, purtroppo: nonostante la disponibilità e i 15 milioni messi a disposizione della categoria questi andranno velocemente ai piccoli imprenditori che hanno da 1 a 5 camion e non hanno sforato il plafond del de minimis. Ma per le grandi aziende che consumano più di 500 mila litri di gasolio al mese la misura potrà esplicitare qualche beneficio solo in futuro in quanto l’Assessorato Infrastrutture non ha ancora notificato la misura alla Commissione europea. Senza l’autorizzazione della Commissione le grandi aziende potranno usufruire solo della quota parte di de minimis non utilizzato e di un super de minimis di appena 50 mila euro a fronte di un maggior costo di gasolio, per una grande flotta, di 120 mila euro al mese. Questo significa che in un solo mese già hanno consumato il contributo spettante”.
Nella lettera di proclamazione inviata alla Commissione di garanzia, alla Presidenza del Consiglio e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Bella denuncia “la mancanza di soluzioni adeguate per contrastare il costante aumento del gasolio” e chiarisce che “le modalità attuative non prevedono manifestazioni o presidi, rimarremo fermi nei nostri piazzali e non ritireremo i semirimorchi dai porti”.