Casa, per l’ANCE il regolamento UE sugli alloggi accessibili è prematuro e inadeguato
Casa, per l’ANCE il regolamento UE sugli alloggi accessibili è prematuro e inadeguato – Roma, 21 ottobre 2026 – (PPN ADI) I permessi di costruire rilasciati ogni anno, per nuove abitazioni e ristrutturazioni, sono scesi dell’80% dal 2005 a oggi, da 260mila a poco più di 50mila, mentre i costi di costruzione sono saliti del 25% e i redditi delle famiglie solo del 14%. Con questi numeri la vicepresidente dell’ANCE Regina De Albertis ha illustrato in audizione alla commissione Politiche dell’Unione europea della Camera la posizione dei costruttori sulla proposta di regolamento UE sugli alloggi a prezzi accessibili, giudicata “una risposta prematura e inadeguata ad un problema che deve essere affrontato con una visione molto più ampia”.
Per l’associazione, che valuta positivamente l’avvio del Piano Casa del governo, la casa è “un’infrastruttura sociale” e servono programmi pluriennali per l’edilizia pubblica e per quella sociale destinata al ceto medio che non riesce ad accedere al mercato, soprattutto nelle città più attrattive. Grazie alla diffusione della proprietà, con il 77% delle famiglie che vive in una casa propria, l’Italia ha finora evitato le forti tensioni di Francia e Spagna, ma secondo l’ANCE si è di fronte a “una bomba a orologeria”. Lo Stato deve investire di più per garantire una casa sicura ed efficiente ad almeno 300mila famiglie, ma da solo non basta: occorre un modello che unisca risorse pubbliche, italiane ed europee, e investimenti privati, perché “non basta avere un tetto sulla testa”.