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28 Settembre 2026

Urbanistica, Ciucci (ANCE) “Ci servono norme differenti”, una legge nuova per dare certezze a Milano e al Paese

Urbanistica, Ciucci (ANCE) “Ci servono norme differenti”, una legge nuova per dare certezze a Milano e al Paese – Milano, 28 settembre 2026 – (PPN ADI) Superare regole urbanistiche vecchie di oltre mezzo secolo con una nuova legge capace di offrire percorsi certi a imprese e amministrazioni. È la richiesta avanzata dal presidente dell’ANCE, l’Associazione nazionale costruttori edili, Antonio Ciucci, intervenuto a al Teatro Manzoni di Milano all’interno di “Fare Spazio al futuro”, l’Assemblea generale di Assimpredil ANCE, l’associazione territoriale dei costruttori edili aderente al sistema ANCE. Un appuntamento che arriva in una fase delicata per il settore nel capoluogo lombardo, dopo le inchieste che hanno coinvolto l’urbanistica milanese e che hanno riacceso il dibattito sulla necessità di una riforma. “Noi siamo regolati da norme del 1942 e del 1968, pensate per una nazione che era in espansione, ora invece dobbiamo rigenerare e quindi ci servono norme differenti”, ha spiegato Ciucci.

Il presidente dei costruttori ha poi richiamato la situazione di Milano. “Dobbiamo trovare sicuramente una soluzione al problema di Milano, non possiamo permetterci che una città così grande, un motore di sviluppo non solo per il settore edilizio, stia fermo”, ha aggiunto. “La risposta dovrebbe essere una norma che indichi un percorso certo perché nell’incertezza si sono forse, o forse no, commessi alcuni errori ma questo lo lasciamo decidere alla magistratura. Però è chiaro che con regole certe facciamo ripartire una città e un settore”.

Per Ciucci la questione non riguarda soltanto il capoluogo lombardo. “Ci sono fattispecie completamente differenti uno dall’altra quindi obiettivamente una soluzione unica non c’è, è chiaro”, ha concluso. “Il problema, infatti, non ha coinvolto solo Milano ma anche altre città, l’interpretazione della norma urbanistica troppo vecchia, unita alle pianificazioni dei comuni, non è sufficiente per quello che serve oggi al settore ma soprattutto per quello che serve alle città e ai cittadini”.

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