PNRR in Lombardia, banditi 2.696 lavori per 8,7 miliardi ma le aggiudicazioni calano
PNRR in Lombardia, banditi 2.696 lavori per 8,7 miliardi ma le aggiudicazioni calano. ANCE chiede risorse certe – Milano, 19 ottobre 2026 – (PPN ADI) Dal 2021 a giugno 2026 la Lombardia ha messo a gara 2.696 opere finanziate da PNRR e PNC per 8,7 miliardi di euro, aggiudicandone l’88%, pari al 90% degli importi, e riducendo i tempi medi di affidamento da nove a meno di tre mesi. Sono i numeri del rapporto “Punto e Avanti. Il bilancio del PNRR Lombardo. Tre anni di monitoraggio delle opere pubbliche”, elaborato dal CRESME per ANCE Lombardia. Decisivo il ruolo delle PMI: l’81% delle imprese impegnate nei cantieri monitorati è lombardo e, tra le opere sotto i 50 milioni, due su tre sono già concluse.
“La Lombardia e le sue imprese hanno dimostrato di essere all’altezza della sfida del PNRR. Ora, però, è fondamentale non disperdere il patrimonio di competenze e capacità produttiva costruito in questi anni per completare la missione di ammodernamento della Lombardia”, ha detto il presidente di ANCE Lombardia John Bertazzi, ricordando che i risultati sono arrivati nonostante il caro materiali, i rincari dell’energia e scadenze molto strette. Ora però i segnali sono preoccupanti: nel primo semestre 2026 le aggiudicazioni si sono fermate a 2,9 miliardi contro i 4 dello stesso periodo del 2025, mentre crescono concorrenza e ribassi. “Il PNRR non può rappresentare una parentesi straordinaria destinata a chiudersi senza prospettive”, ha avvertito Bertazzi, chiedendo “risorse adeguate, certe e programmate nel tempo” per le infrastrutture ancora da realizzare e per la manutenzione del patrimonio pubblico, comprese le nuove opere.
Altro fronte critico è il partenariato pubblico privato, dopo la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea sul diritto di prelazione del promotore nella finanza di progetto. “Senza strumenti alternativi che incentivino l’iniziativa imprenditoriale”, ha spiegato Bertazzi, “rischiamo che il partenariato diventi un mercato riservato ai grandi operatori finanziari, escludendo proprio le PMI che hanno contribuito al successo del PNRR”. Da qui la richiesta di un intervento rapido del legislatore e di una programmazione di lungo periodo sostenuta da fondi adeguati.