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Il Sottosegretario all'Innovazione annuncia il Piano Fondo Nazionale Connettività: "Interveniamo per risolvere i disastri ereditati e le mancanze degli operatori, puntando alla rete unica".
Il Sottosegretario all'Innovazione annuncia il Piano Fondo Nazionale Connettività: "Interveniamo per risolvere i disastri ereditati e le mancanze degli operatori, puntando alla rete unica".
Svolta decisiva per la digitalizzazione delle aree a "fallimento di mercato" in Italia. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti, ha annunciato il recupero di ingenti risorse destinate a colmare il gap della connettività per i civici ancora orfani della banda ultralarga. L'operazione, frutto di un complesso confronto con le autorità europee, mira a garantire l'accesso ai servizi veloci anche nelle zone geograficamente e tecnicamente più complesse del Paese.
"Siamo riusciti, dopo un negoziato impegnativo con la Commissione europea, a recuperare 733 milioni di euro per il nuovo intervento per i civici non ancora raggiunti con la fibra ottica e consentire così ai cittadini residenti nelle aree più svantaggiate e a fallimento di mercato di poter usufruire di servizi di connettività veloci e sicuri. È già stato pubblicato il Piano Fondo Nazionale Connettività ed è partita la consultazione pubblica fino al 18 marzo. Quindi si passerà alla procedura competitiva e al bando vero e proprio", ha dichiarato il sottosegretario Butti in un'intervista rilasciata a Il Giornale.
Replicando alle indiscrezioni su una platea di 3,8 milioni di civici scoperti, Butti ha fornito una precisazione numerica basata sui criteri comunitari: "Al contrario di quanto si è scritto, non tutti quei 3,8 milioni sono a fallimento di mercato. Secondo i criteri Ue, quelli considerati davvero tali (a più di 50 metri dalle reti veloci, ndr) sono circa 1,4 milioni. A questi si aggiungono circa 440 mila civici emersi dalla mappatura dedicata agli indirizzi non collegabili di Italia a 1 Giga. Il totale fa circa 1,8 milioni. Lo Stato è intervenuto per risolvere problemi ereditati da governi precedenti e alle mancanze degli operatori, per non lasciare indietro le aree più svantaggiate".
Sul fronte del Piano Italia a 1 Giga, il sottosegretario ha espresso ottimismo circa il rispetto dei cronoprogrammi aggiornati alla fine del 2025: "Siamo fiduciosi di poter conseguire tutti i target, come rimodulati dalla decisione del Consiglio Ecofin del 26 novembre 2025. Gli operatori stessi ci hanno garantito che il traguardo sarà raggiunto". Parallelamente, Butti ha chiarito la strategia del Governo sull'abbandono dell'infrastruttura tradizionale: "Sullo spegnimento della rete in rame in Italia, la direzione è tracciata ed è governata da un quadro regolatorio e da piani di smantellamento approvati dall'Agcom. Non serve un decreto per spegnere il rame, serve garantire che la migrazione sia ordinata, trasparente e senza lasciare indietro nessuno".
Infine, in merito al delicato dossier della rete unica e al possibile riavvicinamento tra Fibercop e Open Fiber, il sottosegretario ha ribadito la linea dell'esecutivo volta all'efficienza infrastrutturale: "Crediamo ancora nel progetto di rete nazionale per evitare costose duplicazioni e continuiamo a lavorare su questo obiettivo, nonostante i già menzionati disastri ereditati dai precedenti governi".