Libri, “A mani Nude” il romanzo d’esordio di Filippo Gatti

Presenti alla conferenza stampa: l’attrice Roberta Sanzò,  Gio Di Giorgio direttore di Inciucio.it, LoredanaFiloni direttore di LFMagazine, Francesca Nanni direttore di NanniMagazine, Erika Gottardi direttore Woman&Bridee e Massimiliano Piccinno, Erika Menghi di PaeseSera.

di Rosario Sprovieri
Giovedì 23 Maggio 2019
Roma - 23 mag 2019 (Prima Pagina News)

Presenti alla conferenza stampa: l’attrice Roberta Sanzò,  Gio Di Giorgio direttore di Inciucio.it, LoredanaFiloni direttore di LFMagazine, Francesca Nanni direttore di NanniMagazine, Erika Gottardi direttore Woman&Bridee e Massimiliano Piccinno, Erika Menghi di PaeseSera.

Successo per la conferenza stampa di presentazione del romanzo d’esordio di Filippo Gatti “A Mani Nude” che si è svolta a Ponte Milvio nella redazione di RomaOggi.eu, martedi 21 maggio. Molte le testate  accreditate, intervenute per conoscere il talentuoso scrittore, che ha raccontato molto di se e del suo lavoro di scrittore rispondendo con ironia e capacità alle tante domande dei giornalisti in sala. La conferenza stampa presentata dalla giornalista di Rai Pubblica Utilità Antonietta Di Vizia, è stata arricchita dalla presenza della Dottoressa Emanuela Scanu psicologa dello sviluppo e dell’educazione, docente e scrittrice e dalle toccanti letture dell’attrice Roberta Sanzò, della compagnia stabile del Teatro Delle Muse. “A Mani Nude” un thriller-psicologico di grande patos adatto ad un pubblico eterogeneo che  ama i racconti intensi e imprevedibili. E’ la storia di un amore malato, un sito di incontri,  tre omicidi efferati e una indagine intricata, un romanzo che mette a nudo la società d’oggi, con i suoi affari sporchi, la spietata violenza ma anche con il suo disperato bisogno d’ amare nonostante tutto e contro tutte le convenzioni. “Se devo dare una definizione del romanzo direi che colpisce, – ha affermato Emanuela Scanu nel suo intervento– ma non in senso generico, ma in senso reale. Le prime righe/capitolo sono un pugno sullo stomaco. Non ti aspetti un linguaggio così crudo, non ti aspetti descrizioni ardite ancora prima di capire dove siamo e di chi stiamo parlando. L’autore non ti chiede permesso, ti si scaraventa addosso. Ti obbliga ad ascoltare il suo racconto/confessione e ti trovi così senza fiato fino al capitolo seguente dove sebbene si parli di un omicidio efferato tutto è raccontato in modo più placido e finalmente ti rilassi”. “Il personaggio della psicologa-ha affermato Emanuela Scanu-  è assolutamente credibile ed umano fino alla fine. Viene descritto il rapporto terapeutico con le mille sfaccettature con odio e amore, riconoscenza e voglia di rivalsa, cercare di nascondere ed essere puntualmente scoperti“.


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