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Il Consiglio indica tre papabili per la carica di Ad, mentre Nicola Maione va verso la riconferma alla presidenza. Riflettori puntati su Fabrizio Palermo, ma le incognite dell'assemblea del 15 aprile restano numerose.
Il Consiglio indica tre papabili per la carica di Ad, mentre Nicola Maione va verso la riconferma alla presidenza. Riflettori puntati su Fabrizio Palermo, ma le incognite dell'assemblea del 15 aprile restano numerose.
Il Consiglio di Amministrazione del Monte dei Paschi di Siena, riunito ieri nella città toscana, ha ufficializzato la lista dei 20 candidati per il rinnovo dei vertici, sancendo l'esclusione definitiva dell'attuale Amministratore Delegato Luigi Lovaglio. La decisione, presa con 11 voti favorevoli e due contrari, recepisce le indicazioni del comitato nomine e apre ufficialmente la successione in vista dell'assemblea dei soci del prossimo 15 aprile. Per la presidenza si va verso la continuità con la designazione di Nicola Maione, mentre per il ruolo di AD la partita resta aperta tra tre profili di alto standing: Fabrizio Palermo, Carlo Vivaldi e Corrado Passera.
Al momento, il profilo di Fabrizio Palermo (attuale guida di Acea ed ex AD di Cdp) appare come quello più accreditato, nonostante restino in campo Vivaldi, già responsabile Est Europa di Unicredit, e Passera, sebbene quest'ultimo abbia manifestato freddezza verso un incarico operativo. Il nuovo vertice avrà l'onere di rivisitare il piano industriale al 2030, accolto freddamente dai mercati, e di gestire una governance complessa che deve bilanciare le esigenze di garanzia della BCE con gli equilibri azionari che legano Siena a Mediobanca e Generali.
A pesare sull'uscita di Lovaglio non sono state solo le tensioni interne al board, ma anche il coinvolgimento nell'inchiesta milanese sul presunto "concerto" tra i soci di riferimento del Monte (Delfin e Caltagirone) nella scalata a Piazzetta Cuccia. Tuttavia, il banchiere potrebbe tentare un clamoroso ritorno attraverso una lista di minoranza promossa dall'imprenditore Giorgio Girondi, che potrebbe aggregare altri soci privati. L'incertezza sulla futura guida della banca ha intanto innervosito i mercati: nella seduta odierna, sia MPS che Mediobanca hanno chiuso in territorio negativo, rispettivamente a -1,2% e -1,58%, in controtendenza rispetto al listino generale.